Migranti intossicati a Lampedusa, la causa è negli additivi dei carburanti

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Uno studio del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia ha analizzato 82 pazienti

PALERMO – Gravi intossicazioni acute sono state osservate a Lampedusa tra il 2024 e il 2025 tra i migranti arrivati lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Due pazienti sono deceduti. A provocarle è stata la N-metilanilina, un additivo utilizzato per migliorare le prestazioni dei carburanti delle imbarcazioni sulle quali hanno viaggiato i migranti, che provoca metemoglobinemia.

A scoprirlo è stato uno studio condotto dal Centro Antiveleni di Maugeri Pavia, diretto dal professor Carlo Locatelli. La sostanza è stata rilevata sia nei pazienti sia nel carburante delle imbarcazioni coinvolte.

Il Centro Antiveleni ha coordinato l’indagine, che ha riguardato 82 pazienti, fornendo consulenza clinica e tossicologica in collaborazione con il personale sanitario del Punto Territoriale di Emergenza di Lampedusa, con diversi ospedali siciliani e con il ministero della Salute.

La metemoglobinemia è una condizione rara e potenzialmente letale nella quale l’emoglobina non riesce più a trasportare e cedere in modo adeguato l’ossigeno ai tessuti. Nelle forme gravi può provocare cianosi, difficoltà respiratoria, alterazioni dello stato di coscienza e, se non trattata tempestivamente, la morte.

Nei pazienti i livelli di metemoglobina hanno raggiunto il 68%. Il 90% ha ricevuto l’antidoto, il blu di metilene, spesso attraverso somministrazioni ripetute.

Due pazienti sono morti nelle fasi acute dell’intossicazione. In 38 pazienti si è manifestata, come complicanza tardiva, un’anemia emolitica che ha reso necessarie trasfusioni.

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Tutto è partito dalla segnalazione del personale sanitario di Lampedusa. Il Centro Antiveleni ha avviato un’indagine clinica e tossicologica coordinata per caratterizzare i casi e risalire alla causa.

Sono stati prelevati campioni biologici da un sottogruppo di pazienti che presentavano difficoltà respiratorie e alterazioni dello stato di coscienza, con quadri tanto gravi da richiedere il trasferimento urgente in elicottero nelle rianimazioni degli ospedali siciliani.


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