Cinquantasette giorni. Alle 17.58 del 23 maggio 1992 la strage nella quale vengono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro; alle 16.58 del 19 luglio dello stesso anno la strage nella quale vengono assassinati Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina, Walter Eddie Cosina.
Trascorrono 1367 ore. Lo Stato democratico è in ginocchio. I corleonesi di Totò Riina mettono a segno l’attacco più duro. Due simboli vengono cancellati. Cosa nostra trionfa. Lo Stato annaspa, cerca sponde. Si interroga sulla strada da percorrere, mette in campo i servizi, le forze dell’ordine, i confidenti. Sull’onda emozionale vota Scalfaro Presidente della Repubblica, dopo diverse fumate nere. A febbraio era stato arrestato Mario Chiesa e l’Italia aveva scoperto Mani Pulite. Si spargono i veleni. Qualcuno cerca di evitare che dopo Falcone sia l’amico e collega Borsellino a cadere sotto il piombo mafioso. Tutto appare limpido: scelte condivise, indignazione di ogni forza politica, lavoro senza tregua di ogni forza di polizia. Eppure? È stato realmente così? Le inchieste di quegli anni portano una ventata di sospetti e fanno emergere pericolose contiguità. Borsellino si poteva salvare? Falcone poteva rappresentare un nuovo pericolo alla guida della Procura Nazionale Antimafia?
Era davvero il candidato del governo e dell’allora ministro della Giustizia Claudio Martelli o di una parte minoritaria dell’esecutivo? E il Csm? Interrogativi ai quali la storia di questi anni ha cercato di dare delle risposte. Non tutte sono arrivate. Il quadro oggi è certamente più chiaro. Le zone d’ombra si sono parzialmente schiarite, ma restano senza risposta troppe domande sul ruolo dei traditori senza nome e senza volto. Pezzi dello Stato avrebbero avuto un ruolo importante in entrambe le stragi? Alcuni sospetti cominciano a diventare verità giudiziarie. Cosa successe in quelle 1.367 ore? In quei 57 giorni l’attenzione di tutto il mondo è su Palermo, non solo per la violenza delle stragi, ma per il modo in cui l’indignazione popolare comincia a emergere dopo l’accorato appello di Rosaria Schifani. La rabbia popolare diventa traccia, si trasforma in progetto, esplode nella protesta dei lenzuoli e nella grande manifestazione antimafia del 27 giugno. Poi i giorni più bui dell’agenda rossa. Fino al 19 luglio.
“Milletrecentosessantasette”, documentario di Giancarlo Licata, prodotto dalla Novantacento srl in collaborazione con Rai Teche, sarà presentato al pubblico il 25 giugno alle 20,30 della manifestazione in memoria del ventesimo anniversario dell’ultimo incontro pubblico di Paolo Borsellino con la sua città il 25 giugno del 1992. della manifestazione in memoria del ventesimo anniversario dell’ultimo incontro pubblico di Paolo Borsellino con la sua città il 25 Giugno del 1992.in occasione della manifestazione “Vent’anni dopo – Non è solo mafia” alla Biblioteca comunale di Palermo in memoria del ventesimo anniversario dell’ultimo incontro pubblico di Paolo Borsellino con la cittadinanza, il 25 giugno del 1992. Un documento audiovisivo nel quale, giorno dopo giorno, si mostrano cronologicamente gli avvenimenti, senza un prima né un dopo. Una testimonianza di quel periodo triste e straordinario, pieno di tensioni e di grandi attese.
La manifestazione si aprirà con l’inaugurazione della mostra fotografica “57 giorni” di Elisa Brai, Agenzia Publifoto, i saluti di apertura del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e del rettore dell’università di Palermo, Roberto Lagalla. Alle 20,30 la presentazione in anteprima nazionale del documentario, con i saluti dell’autore, il giornalista Rai Giancarlo Licata, di Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila e dell’europarlamentare Rita Borsellino. Seguirà un dibattito al quale prenderanno parte il presidente del tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, il presidente dell’Anm di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, i procuratori aggiunti della Dda di Palermo, Vittorio Teresi e Antonio Ingroia, e il fondatore delle Agende Rosse, Salvatore Borsellino. Modererà l’incontro Lorenzo Baldo, vicedirettore di Antimafia Duemila.

