PALERMO – Si ingrossa il numero degli indagati per attentato alla libertà e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. Adesso sono nove. Sei nuovi nomi si aggiungono ai tre già noti. E non è ancora finita visto sono in corso accertamenti su cento profili Facebook.
È sul social network che si sono scatenati i commentatori quando è arrivato il no di Sergio Mattarella al governo Movimento 5 Stelle-Lega per la presenza al ministero dell’Economia di Paolo Savona. “Hanno ucciso il fratello sbagliato”, si leggeva ad esempio in un post in riferimento a Piersanti Mattarella, fratello del capo dello sSato, assassinato alla mafia.
Il procuratore aggiunto Marzia Sabella e il sostituto Calogero Ferrara hanno chiesto alla Digos di identificare le persone che detengono i profili Facebook. Da qui i sei nuovi indagati, di cui non si conosce ancora l’identità e la residenza, che rischiano pene fino a quindici anni di carcere.

