Onorevole Nino Minardo, come sta?
“Benissimo, grazie”.
La domanda introduttiva suona opportuna. Il commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, appunto Nino Minardo, ha le sue belle gatte da pelare. All’indomani del rimpasto, le fibrillazioni del centrodestra all’Ars si sono ripresentate. Cosa non ha funzionato? Ci attende un anno di fine legislatura fatto di trabocchetti, imboscate, eccetera eccetera?
Onorevole, cominciamo dall’incontro di Enna con i deputati siciliani di Forza Italia. Una semplice riunione o un assembramento di congiurati, con vista su Palazzo d’Orleans?
“Questo messaggio è completamente sbagliato, frutto solo di qualche fantasiosa ricostruzione giornalistica. In realtà, è stata semplicemente la prima riunione con i parlamentari dell’Ars, dopo il mio insediamento”.
E come è andata, allora?
“C’è stata una discussione costruttiva, franca, anche sulle criticità che in un partito grande come il nostro non possono mancare. Ma, a dispetto delle ricostruzioni, ho registrato entusiasmo e tanta voglia di fare squadra”.
Adesso mi dirà che pure le fibrillazioni in Forza Italia sono frutto della nostra fantasia…
“Io ho trovato veramente un contesto costruttivo, molto distante dalle cose che ho letto sui giornali. Conosco questi amici e colleghi da tanti anni e posso dire che Forza Italia ha una classe dirigente e un gruppo all’Ars di qualità straordinaria. Occorre semplicemente parlarsi di più e andare avanti insieme, sempre dopo un giusto confronto. Nessuno è detentore della verità assoluta”.
Ma questo giusto confronto, che lei evoca, finora c’è stato o è mancato?
“Sono abituato a guardare avanti, non indietro. È normale che in una comunità così estesa ci siano sensibilità differenti. Anzi, è auspicabile. Io ho la responsabilità di favorire il dialogo e lavoro ogni giorno per questo”.
È d’accordo con chi sostiene che il rimpasto sia servito a poco, se non a niente?
“Assolutamente no. Il rimpasto si è reso necessario per uscire dall’impasse che si trascinava da mesi e per dare ai siciliani, i nostri veri interlocutori, un governo pienamente operativo. Il presidente Schifani l’ha chiuso con rapidità e lo ringrazio. La scelta di rafforzare politicamente un assessorato strategico come quello della Sanità è stata condivisa”.
Sicuri, sicuri?
“Certamente, sì. Marcello Caruso è pienamente espressione di Forza Italia ed è anche una persona preparata, equilibrata, capace di sintesi. Non ci sono dubbi in proposito”.
Però non si può negare che, considerando le ultime prove all’Ars, tra voto segreto e il resto, qualche problema la coalizione l’abbia… Lei che ne pensa?
“Penso che i problemi vadano superati, ancora una volta, con la chiarezza del confronto fra tutte le forze politiche della maggioranza e con la necessaria serietà e responsabilità del singolo parlamentare. E penso che questo confronto debba avvenire spesso e prima dell’Aula. Così eviteremo che gli elettori siciliani debbano assistere a spettacoli poco gratificanti”.
C’è la questione del voto segreto.
“Un nodo tutto siciliano da superare. Non è un gioco da osservare o praticare con divertimento”.
Forza Italia punta a un candidato bis per Palazzo d’Orleans. Quello del presidente Schifani resta un nome ‘possibile’, secondo lei?
“Mi pare ovvio, Renato Schifani è il presidente della Regione uscente, una grande risorsa per il nostro partito con una storia politica prestigiosa. Piuttosto, trovo singolare che ad almeno un anno dalle elezioni si continui da settimane a dibattere su questo. Al momento opportuno, se ne parlerà con il presidente Schifani, con il partito regionale e nazionale e con gli alleati. Oggi l’argomento non è all’ordine del giorno, non interessa ai siciliani, ai quali dobbiamo tutti insieme le risposte che attendono continuando a governare bene”.
Forza Italia vive una fase nuova, a livello nazionale, rispetto alle origini, con Antonio Tajani alla guida politica e gli orientamenti di Marina Berlusconi, lei come la valuta?
“Forza Italia ha in Antonio Tajani una guida solida, autorevole e profondamente coerente con la visione politica del Presidente Berlusconi. Tajani sta portando avanti quel progetto con equilibrio, serietà e grande capacità di tenere unito il partito. Il nome di Berlusconi continua a campeggiare nel simbolo di Forza Italia e non è un dettaglio grafico: è il segno di una storia, di una visione e di un’identità politica che restano vive. Non si tratta di nostalgia, ma di responsabilità. Quel nome ci ricorda ogni giorno il dovere di essere all’altezza di un progetto che ha cambiato il centrodestra italiano e che oggi continua con autorevolezza e continuità. Anche per questo la presenza e l’attenzione di Marina Berlusconi rappresentano un riferimento importante. La sua vicinanza è il segno che quella storia continua ad avere una presenza autorevole, una memoria viva e una visione per il futuro”.
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