PALERMO – La Prefettura di Palermo ha adottato nei confronti della “Mondello Immobiliare Italo Belga” un provvedimento di “prevenzione collaborativa”.
Arrivano tre esperti che, Codice antimafia alla mano, nei prossimi 12 mesi dovranno attivare la “decontaminazione di un’attività imprenditoriale non del tutto compromessa”. Una misura meno drastica rispetto ad una interdittiva che avrebbe impedito alla società di contattare con la pubblica amministrazione.
La società dovrà seguire un percorso che prevede l’adozione di misure organizzative e amministrative per prevenire le “cause di agevolazione occasionale”.
La nota della Italo Belga
“Nessuna interdittiva nei confronti della Mondello Immobiliare Italo Belga – fa sapere la società con una nota – che ha ricevuto oggi la misura temporanea della prevenzione collaborativa prevista dal Codice. La società proseguirà la propria attività. Il provvedimento prefettizio dà atto dell’occasionalità del pericolo e rileva l’assenza di elementi diretti di controindicazione a carico degli organi di vertice e di gestione aziendale. Già nei mesi scorsi la società ha avviato una revisione interna dei processi di controllo e di gestione dei rapporti con terzi”.
Gli esperti inviati dal prefetto Massimo Mariano che affiancheranno i vertici societari sono il commercialista Alessandro Scimeca e gli avvocati Luca Perricone e Marcello Martorana, selezionati dall’albo degli amministratori giudiziari. Un provvedimento che arriva dopo mesi di approfondimenti, iniziati la scorsa estate dopo le denunce del deputato regionale Ismaele La Vardera.
“Dalla Prefettura nessuna interdittiva”
“Il quadro tracciato oggi dalla Prefettura – prosegue la nota della società che da cento anni gestisce un concessione una grossa fetta della spiaggia – diverrà il riferimento per completare e rafforzare queste misure, nel pieno rispetto delle indicazioni che saranno fornite. Al contempo si ritiene che la nostra società possa essere oggetto di un ulteriore percorso di riallineamento ai migliori standard di legalità. Prendiamo atto con rispetto di questa valutazione e ci impegniamo a collaborare in modo pieno e trasparente in ogni fase del percorso, ritenendolo una preziosa occasione per riaffermare la correttezza della nostra gestione e la solidità dei nostri principi”.
“Rimane ferma – conclude la nota della società immobiliare Italo Belga – la volontà di tutelare fino in fondo la continuità aziendale, i lavoratori e l’indotto economico e turistico legato alle attività svolte a Mondello; la misura adottata consente la piena garanzia nella prosecuzione dei rapporti con la Pubblica amministrazione”.
Tra i dipendenti parenti di mafiosi
Interdittiva no, prevenzione collaborativa sì. Il gruppo interforze antimafia della prefettura ha infatti evidenziato che “sono emerse situazioni anomale e diverse forme di contatto, sia pure indiretto, con contesti mafiosi, tali da integrare i presupposti per l’adozione di una prevenzione collaborativa”.
A pesare è soprattutto la presenza di tra i dipendenti di “persone legate a vincoli di parentela anche stretta con soggetti appartenenti a famiglie mafiose“. Sono una ventina i lavoratori, molti stagionali, incensurati con parenti mafiosi. Il legame è soprattutto con le famiglia Genova, Biondino, Di Maio Mancuso che da decenni hanno un ruolo di primo piano nella Cosa Nostra palermitana.
Il 24 novembre il legale rappresentante della Italo Belga ha presentato le proprie osservazioni, precisando “l’insussistenza dei presupposti per l’adozione della misura della prevenzione collaborativa, sottolineando che la società è in grado di procedere autonomamente ed in parte a già proceduto all’interruzione dei rapporti commerciali critici”. Il riferimento è alla Gm Edil di Rosario Genova, fratello del boss Bartolo, di recente scarcerato dopo avere finito di scontare la condanna per mafia. Per la Gm nelle scorse settimane è scattata l’interdittiva.
“Misura necessaria”
Il gruppo interforze ha ribadito la necessità della misura, ritenendo che la stessa “permetterà di salvaguardare la struttura aziendale della Mondello Immobiliare Italo Belga” e “consentirà un affrancamento dell’impresa apparentemente non del tutto compromessa dal contagio mafioso in un percorso terapeutico di pieno recupero della legalità”.
“No controindicazioni per i vertici”
Nel provvedimento la prefettura sottolinea che “non sono emersi elementi di controindicazione per quanto riguarda i vertici della Mondello Immobiliare” (la società negli anni ha ottenuto la certificazione antimafia, l’ultima risale al 2023, per il rinnovo della concessione), ma le valutazioni finali “non possono parimenti prescindere dal quadro indiziario che assume rilevanza nel contesto ambientale in cui la società si colloca e opera ovvero il territorio al mandamento mafioso di Resuttana”.
Il prefetto aggiunge che “se è vero che non sono stati riferiti elementi che inducano a ritenere che il ruolo dei dipendenti, sia pure incensurati, sia stato diverso da quello loro attribuito e non risulta quindi che abbiano di fatto partecipato alle scelte gestionali della Italo Belga, è altrettanto vero che l’estraneità formale degli organi direttivi della società a vicende, anche prive di accertato rilievo penale ma comunque fortemente indizianti ai fini della prevenzione antimafia, non può da sola bastare a ritenere la stessa fuori dal pericoloso circuito attrattivo o condizionante che la criminalità mafiosa costituisce laddove individua possibilità di profitto”. Nel frattempo prosegue l’iter del procedimento con il quale la Regione ha intenzione di revocare la concessione. Sono tutte decisioni contro cui la Italo Belga può fare ricorso.

