PALERMO – Mondello, il presidente della Regione Renato Schifani avrebbe “mentito ai siciliani dicendo pubblicamente che voleva togliere la Italo Belga salvo poi ‘richiamare’ il dirigente che voleva applicare la legge”. Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, pubblica quella che presenta come la registrazione di una telefonata con Rino Belingheri, dirigente generale dell’assessorato Territorio e Ambiente, che sarebbe stato “convocato” da Renato Schifani.
Il presidente della Regione avrebbe fatto “pressioni politiche sui vertici amministrativi della Regione” dicendo “una cosa pubblicamente, ma dentro i palazzi della Regione Siciliana voleva esattamente il contrario”.
Mondello, La Vardera registra il dirigente
“È importante sapere che il dirigente generale della Regione è stato chiamato da Schifani e questo voi dovete saperlo. Guardate bene però, io starò al fianco di quel dirigente e impedirò che Schifani possa fargli delle ritorsioni politiche rimuovendolo dall’incarico”. La Vardera accusa il presidente della Regione e difende, preventivamente, Belingheri, il dirigente che ha firmato la revoca alla Italo Belga il 26 novembre 2025: “Ha avuto un grande coraggio – afferma il leader di Controcorrente – e qui pubblicamente lo ringrazio, ma guardate cosa mi ha raccontato”.
Nel filmato si ascolta l’audio di Belingheri, che affermerebbe: “Mi ha convocato, mi ha convocato. Sì, sono stato là”. La Vardera chiarisce le sue parole, riferendosi al governatore: “Ha detto che sostanzialmente a lui gli dava fastidio che tu avessi fatto questa revoca della concessione”. E il dirigente confermerebbe: “Bisognava farla a ottobre per consentire loro di svolgere la stagione estiva”.
“Slittare a ottobre la revoca”
Secondo la ricostruzione del deputato regionale per il presidente Schifani sarebbe stato meglio far slittare “a ottobre” la revoca per consentire alla Italo Belga “di svolgere la stagione”.
“Ma avete capito bene – attacca La Vardera – il presidente della Regione Siciliana convoca nel suo ufficio un massimo dirigente della Regione per dirgli che quello che ha fatto non l’avrebbe dovuto fare, bisognava fargli fare la stagione e poi si vedeva, chiaramente eludendo l’opinione pubblica, perché facendogli fare la stagione ‘e poi si vedeva’, avrebbe comportato un beneficio per l’Italo-Belga”.
“In quella stessa stanza – insiste il deputato di Controcorrente – c’era l’assessore regionale Savarino, però ovviamente Schifani non si rivolgeva all’assessore Savarino, il suo bersaglio era il dirigente generale. Da sempre l’assessore ha avuto un’opinione diversa rispetto a Schifani, è stata più risoluta, voleva risolvere questo problema. Schifani era quasi come se volesse in qualche modo soprassedere e oggi abbiamo le prove”.
Le altre accuse al governatore
Il leader di Controcorrente tira in ballo gli interventi della Prefettura su Italo Belga, che ha applicato la misura della ‘prevenzione collaborativa per un anno’ e la relazione della commissione Antimafia e chiede: “Ma davanti al fatto che c’erano di una società con tanto di interdittive, la commissione antimafia, come faceva a fargli fare la stagione questa stagione all’Italo-Belga? Perché poi la responsabilità era quella dell’assessore politicamente, lui ci mette la faccia. Però pubblicamente lui era d’accordo, dice ‘no, è giusto che l’hanno rimossa, sono stato contento che l’hanno rimossa’”.
La Vardera cita il post su facebook di Schifani del 27 febbraio, in cui si leggeva: “In merito alla vicenda Italo Belga, Palazzo d’Orleans, ha mantenuto fin dall’inizio il necessario riservo istituzionale, considerando che era in corso una procedura di verifica sugli aspetti della legittimità”.
Per il deputato regionale si tratta “di un post che racconta l’ennesimo atto ipocrita del governo Schifani. So perfettamente che questo atto, questa storia, provocherà un terremoto. Ho le spalle larghe per non solo difendere il dirigente generale e evitare che qualcuno possa toccarli”.
“Presidente Schifani, se hai il coraggio adesso pubblicamente querela o me o il dirigente generale. O forse dovresti fare quello che tutti i siciliani aspettano, andare a casa e liberare questa regione da una cappa”, conclude.
La replica di Schifani e Savarino.
La posizione di Italo Belga
Dopo la decisione del Cga ecco la nota della società Italo Belga.
“Accogliamo la decisione del Cga nella piena consapevolezza della delicatezza del momento e della responsabilità che comporta assicurare continuità a un luogo simbolo di Palermo e della Sicilia”. Lo dice la società Italo-Belga, sottolineando “di aver scelto, anche nelle settimane più complesse, una linea di rispetto istituzionale, evitando di alimentare polemiche o contrapposizioni mediatiche, malgrado le continue provocazioni”.
“La società – aggiunge l’Italo Belga – prende atto che, mentre altrove si è preferito alimentare un clima di conflitto, ha scelto di difendere le proprie ragioni nelle sedi competenti, con rispetto per le istituzioni e per la città. La decisione odierna conferma che su vicende così delicate servono prudenza, equilibrio e rispetto delle garanzie, non giudizi sommari e vittimismi opportunistici. Ma soprattutto il Cga ha definitivamente sgombrato il campo da qualunque speculazione o travisamento dei fatti in merito ai profili di legalità. L’ordinanza dà atto esplicitamente che la Mondello Immobiliare Italo Belga non ha subito alcuna misura interdittiva antimafia. Al contrario, la Società è destinataria di un provvedimento, emesso dal Prefetto di Palermo, che serve a supportare e monitorare l’attività d’impresa confermandone la totale estraneità della governance della Società a contesti di criminalità organizzata”.
“Malgrado ciò – continua la società – assistiamo ancora ad incaute dichiarazioni, affermazioni gravemente lesive e attacchi personali. Respingeremo questo atteggiamento improprio e sovversivo esercitando il legittimo diritto di difenderci come la legge ci consente”. Per la Mondello Immobiliare Italo Belga “la priorità resta ora quella di proseguire le attività necessarie alla migliore fruizione della spiaggia, in un quadro di piena collaborazione con le istituzioni competenti e nel rispetto delle determinazioni dell’autorità giudiziaria. Continueremo a lavorare con serietà ed equilibrio, tutelando i nostri diritti e rivolgendo la nostra attenzione a Mondello, agli operatori e ai lavoratori coinvolti”.

