Movida, il Cga accoglie| la richiesta di sospensiva

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Il ricorso era stato presentato da sei locali, difesi dall'avvocato Giovanni Puntarello.

PALERMO – La movida palermitana torna a far discutere e stavolta per la decisione del Cga di sospendere, fino al giudizio di merito, i commi 3 e 5 dell’articolo 6 del regolamento comunale che, in poche parole, vietavano dopo la mezzanotte la diffusione esterna di ogni attività musicale (con tanto di porte e finestre chiuse) e la percezione esterna della musica eseguita all’interno. Resta intatto il comma 4 che invece vieta la musica esterna con amplificazione.

Un’ordinanza che accoglie il ricorso di sei locali (Al Siciliano, Jackass, Qvivi, Cavu, L’Ombelico del Mondo e Basquiat) difesi dall’avvocato Giovanni Puntarello e sostenuti da Vivo Civile e che ribalta la decisione del Tar che aveva invece respinto la richiesta di sospensiva. Secondo il presidente Claudio Zucchelli, l’estensore Nicola Gaviano e i consiglieri Vincenzo Neri, Alessandro Corbino e Giuseppe Barone, infatti, è decisiva “la mancata previsione di una soglia oggettiva (espressa in decibel) atta a fornire un significato univoco alle regole”. In poche parole, il fatto che non si precisi quale sia la soglia tollerabile non dà certezze agli esercenti. Il Cga ritiene invece equilibrate le disposizioni sugli orari, mentre rimanda la giudizio di merito la decisione sulle sanzioni visto che non sussisterebbe un concreto e attuale pericolo di danno.

Difficile dire cosa succederà adesso: la sospensione dei due commi, che erano considerati i pilastri del regolamento e della successiva ordinanza, porterà anche a uno stop delle sanzioni per i due specifici commi, sebbene gli uffici comunali stiano studiando l’ordinanza per verificarne i risvolti pratici. Sta di fatto che la movida torna nell’occhio del ciclone, dopo le furiose polemiche dell’anno scorso. La giunta a maggio aveva anche approvato il piano di zonizzazione inviandolo al consiglio comunale, ma sembra impossibile che adesso l’Aula affronti il tema con la spada di Damocle del giudizio di merito del Tar previsto entro la fine dell’anno.

Ma è polemica fra il Comune e i ricorrenti: il primo sostiene che non cambierà quasi nulla, mentre i secondi verrebbero meno i motivi delle sanzioni. “L’ordinanza del Cga depositata oggi lascia pressoché integra l’impostazione del regolamento comunale sull’intrattenimento serale nei locali, approvato dal Consiglio Comunale nello scorso novembre. Il provvedimento dei giudici amministrativi salvaguarda infatti le disposizioni sugli orari e sull’assetto sanzionatorio previsti, che giudica ‘sufficientemente equilibrati’ e si limita ad accogliere il rincorso per due commi dell’articolo 6 relativi alle emissioni acustiche esterne che restano comunque vietate con amplificazione. In tal senso si continuerà ad operare, nei controlli, tenendo conto delle sole limitazioni indicate”, dice l’assessore Marano.

“Mi pare – dice l’avvocato Puntarello – di poter cogliere dalle dichiarazioni dell’assessore Marano che il Comune di Palermo nonostante l’ordinanza vorrebbe continuare ad applicare le proprie illegittime sanzioni. Sarebbe opportuno un chiarimento al riguardo poiché da quattro anni oramai il Comune di Palermo continua a vessare i gestori dei locali con provvedimenti che i giudici amministrativi dichiarano puntualmente illegittimi. A questo punto i miei assistiti e l’Associazione Vivo Civile stanno riflettendo sulla possibilità di presentare di un esposto di denuncia querela, avverso un ostinato atteggiamento che parrebbe configurare l’ipotesi dell’abuso di ufficio”.

“Dopo anni di auspici vani e puntualmente risolti nelle aule di tribunale – dicono Marcello Robotti e Antonio Ferrante, presidente e presidente onorario di Vivo Civile – crediamo sia arrivato il momento di chiedere con fermezza che l’amministrazione apra un vero dibattito con chi ha dimostrato responsabilità dentro e fuori le istituzioni perché non è più possibile vivere in una città in cui pagano sempre quei cittadini che chiedono regole chiare per poter riposare e lavorare e invece si trovano, paradossalmente, ad essere i primi ad essere vessati nonostante le ripetute richieste di dialogo e collaborazione”.

Polemiche a parte, l’avvocato Puntarello esprime soddisfazione: “Insieme a tutto lo staff di Legalit Avvocati Associati esprimiamo pieno soddisfacimento per una pronuncia che impartisce una pesante lezione al Comune di Palermo: le sanzioni per essere legittime devono potersi applicare a fattispecie puntualmente ed oggettivamente specificate”. I sei locali ricorrenti, infatti, lamentano una eccessiva genericità delle regole che li avrebbero esposti alle decisioni arbitrarie del comune e dei vigili urbani. “In assenza di una specifica individuazione dei comportamenti vietati, il Comune di Palermo poteva elevare sanzioni come la chiusura dei locali senza neppure consentire ai gestori degli stessi di comprendere le modalità in cui questi ultimi avevano violato le norme introdotte dalla detta amministrazione – spiega l‘avvocato Puntarello – una regolamentazione particolarmente lesiva dell’attività imprenditoriale, in particolare nella parte in cui pretendeva vietare ‘proiezioni acustiche all’esterno ed emissioni esterne’. I singoli agenti di polizia municipale hanno ritenuto di poter sanzionare i singoli gestori anche a fronte di un leggero sottofondo che usciva dai locali, non discriminando in nessun modo tra i comportamenti di quei gestori attenti alla salvaguardia della quiete pubblica e di quelli in nessun modo attenti a simili esigenze”. I ricorrenti lamentano anche i limiti ai decibel all’interno dei locali, contestando i controlli affidati ai vigili.

LE REAZIONI
“Questa amministrazione non ne fa una giusta, l’ordinanza del Cga sulla movida è una nuova bocciatura. L’avere di fatto bloccato i commi 3 e 5 dell’articolo che riguarda il controllo e quindi le penali sanzionatorie rende il regolamento praticamente inutile. La verità è che stiamo assistendo alla sagra delle idiozie con evidenti difficoltà dei dirigenti e degli uffici a contrastare le idee balzane degli assessori di turno. Ora è impellente e necessario discutere il Piano di zonizzazione e adeguare il regolamento. Bisogna assecondare le esigenze di chi fa impresa e tenere in considerazione il giusto riposo dei residenti , questa amministrazione fino ad ora non c’è riuscita e probabilmente non ci riuscirà. Anche il piano di zonizzazione sembra da una prima analisi un po’ datato. Un disastro dietro l’altro, altro che Palermo europea e capitale dei giovani”. Lo dice Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo.

 

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