PALERMO – Nel Pd scoppia il caos totale sulle candidature. All’indomani della direzione nazionale nella quale si sono incrociate le armi di Fausto Raciti e Rosario Crocetta, il sindaco di Lampedusa si fa da parte: “Domenica scorsa, dopo lunga riflessione e insistenti inviti, ho accettato di candidarmi come capolista con il Pd nella circoscrizione Sicilia – Sardegna alle prossime elezioni europee – spiega Nicolini in una nota -. La ragione che mi ha spinto a farlo è semplice: ho ritenuto che fosse una scelta dal forte valore simbolico, un riconoscimento per Lampedusa e la mia comunità, l’affermazione della centralità del Mediterraneo in Europa. Ieri, però, nella Direzione nazionale del Pd che discuteva e approvava le liste, sono prevalse altre logiche, che privano di significato la mia candidatura”.
La conclusione che traccia il sindaco di Lampedusa è netta: “Per questo – afferma – rinuncio a concorrere a fare il parlamentare europeo, perché l’impegno personale sui temi incarnati da Lampedusa posso continuare a onorarlo da sindaco, così come ho fatto dal giorno del mio insediamento. Tuttavia sono sicura che, durante la presidenza italiana del prossimo semestre europeo, il Governo terrà fede agli impegni assunti a ottobre di fronte alle 366 bare allineate nel piccolo aeroporto di Lampedusa. Così come sono certa che non dimenticherà i tanti bisogni della mia comunità e non abbandonerà mai più le isole Pelagie alla solitudine in cui sono state relegate per troppo tempo”.
Raggiunta al telefono di Livesicilia, il sindaco approfondisce il suo punto di vista: “Io non ho mai chiesto di essere candidata, appunto. Me l’aveva chiesto il Pd. Matteo Renzi è il premier, non è il mio segretario. Mi era stato chiesto di fare la capolista, nel segno di un partito che aveva scelto Lampedusa e i migranti come elemento fondamentale di una buona politica. Che io debba essere candidata così, a livello personale…. bè, non mi va bene. Non c’è problema però. Il mio orizzonte è Lampedusa, non ho mai cercato di fare carriera politica. Ma gli altri non cerchino di farla sulla pelle di chi soffre”.

