Morta per mancanza di posti letto |Indagati i medici coinvolti

Morta per mancanza di posti letto |Indagati i medici coinvolti

Inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Salvi: "Accerteremo la verità".

CATANIA – Pioggia di avvisi di garanzia a tutti i medici che hanno avuto un ruolo nella tragica morte della piccola Nicole, neonata deceduta in ambulanza per la mancanza di posti letto negli ospedali catanesi.

Il procuratore Giovanni Salvi, insieme al pm Alessandra Tasciotti, assicura che la “Procura farà tutto il possibile per accertare la verità e individuare i responsabili”.

Per questo, al momento, sono stati iscritti al registro degli indagati tutti coloro che, durante la tragica notte in cui Nicole ha perso la vita, erano in servizio, medici e burocrati compresi.

Si tratta di un atto dovuto, per procedere con gli interrogatori e gli accertamenti di rito. A partire dall’autopsia sul corpicino di Nicole, che sarà eseguita nei prossimi giorni.

Al momento, come ha confermato Giovanni Salvi, è in fase di valutazione anche la “stabilizzazione” della bambina, la Procura approfondirà se Nicole era stata intubata e se i medici della clinica Gibiino hanno posto in essere tutte le procedure idonee al trasferimento verso Ragusa.

Una volta scoperto, dopo il parto, che la piccola era affetta da difficoltà respiratorie è iniziata la corsa, disperata, per trovare un posto in ospedale. “Solo dopo numerosi e vani tentativi – hanno spiegato dalla Gibiino – in seguito a svariate e reiterate richieste rivolte al 118, preso atto che l’unica Utin disponibile era l’ospedale di Ragusa, con un’ambulanza attrezzata privata si è trasferita la neonata”. Dal momento della nascita a quello del decesso sarebbero trascorse ben tre ore, un tempo infinito considerando i progressi della scienza e l’esistenza, anche in Sicilia, dell’elisoccorso.

Il trasporto della piccola Nicole è stato affidato a un’ambulanza privata mentre la casa di cura Gibiino e il 118 cercavano un posto disponibile in tutta la Sicilia orientale. Clinica e 118 devono essersi divisi gli ospedali da contattare. A chiamare il Santo Bambino – racconta il commissario Giampiero Bonaccorsi a Livesicilia – non è stato il 118, ma la casa di cura. “La clinica Gibiino – spiega Bonaccorsi – chiedeva un posto letto per un neonato in precarie condizioni, abbiamo riferito che non c’erano posti letto in terapia intensiva. Nei quattro posti letto disponibili c’erano cinque bambini in condizioni precarie, due dei quali sono peggiorati durante la notte”. Al ‘Garibaldi’, nel reparto di sub-intensiva, cioè quello riservato ai casi meno gravi, “negli otto posti letto disponibili -spiega a Livesicilia il manager Giorgio Santonocito- c’erano quattordici bambini ricoverati, i dieci posti dell’intensiva erano tutti occupati”.

 

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