“Nerino sarà adottato. Il gesto di grande afflato è del signor Fabio ed è un segnale vero di cosa sia l’amore per gli animali e cosa voglia dire ‘amare Nerino’”. Così scrive il sindaco di Modica, Maria Monisteri, sulla sua pagina Facebook, a conclusione (per il momento) di una vicenda che ha appassionato la città e che continua a provocare divisioni.
“Fabio – scrive il sindaco – ha avviato la pratica per l’adozione e preso con sé Nerino per 15 giorni -periodo di prova previsto dalle norme vigenti- prima che, accertato il buon inserimento di Nerino, si vada verso l’adozione vera e propria, con l’intestazione del microchip. Ringrazio di cuore Fabio e lo faccio col sentimento di chi, come me, sa e vive da sempre nell’amore per gli animali. Come Sindaco, sono a disposizione di Fabio per qualunque necessità; e a disposizione di Nerino perché lui senta e viva ogni giorno l’affetto di chi gli vuol bene”.
Ma chi è Nerino e perché è finito alla ribalta della cronaca? Parliamo di un cane dall’aria simpatica e dolce, molto benvoluto e coccolato, specialmente in un quartiere. Ultimamente, c’è stato un ‘episodio’ – parrebbe un ringhio – con l’intervento del canile, dopo una segnalazione.
Ora, l’adozione temporanea che potrebbe diventare definitiva. Tutto è bene quel che finisce bene? No, perché c’è chi protesta contro la ‘privazione della libertà’ della mascotte a quattro zampe che, vivendo in una casa, non potrà più gironzolare e fare festa alla sua amica Bianchina, un’altra canuzza.
Si legge, infatti, a corredo della post del sindaco, più di un commento contrariato. “Peccato che l’adozione, nel caso di un cane che é stato libero per 10 anni, sia solo un ripiego e la scelta tra il minore dei due mali, il canile o l’adozione. La vita di Nerino è stata sconvolta per una denuncia del cui contenuto nessuno si è preoccupato di verificare. Un ringhio, sempre ammesso che ci sia stato, è comunicazione, non aggressione”.
E ancora: “Signora sindaca, guardi che in tanti avremmo voluto adottare Nerino, sia prima che dopo quel che é accaduto. Se non lo avevamo fatto era perché sapevamo che Nerino voleva vivere libero sulla strada con la sua Bianchina”.
“Però vorrei consigliare al signor Fabio di farlo incontrare con Bianca ogni tanto… erano affezionati”, scrivono. E c’è chi chiosa: ” Ho constatato con i miei occhi quanto Nerino vuole bene a Bianca, gli davo da mangiare prima lui faceva mangiare a lei poi lui per ultimo, questo è vero amore”.

