PALERMO – Palermo è invasa dai rifiuti sopra e sotto i marciapiedi, la raccolta differenziata subisce ritardi e salti di turni la Rap (da settembre senza Cda) non riesce a garantire un minimo decoro anche per quanto riguarda la manutenzione delle strade piene di buche e avvallamenti mentre anche la segnaletica orizzontale (di competenza dell’Amat) sembra ormai scomparsa con le strisce pedonali e gli stop sull’asfalto invisibili o sbiaditi in gran parte della città. Gli spazzini sono ormai rari e i rifiuti punteggiano anche i piccoli spazi di verde sparsi in città.
A nulla sono valsi i richiami, nelle ultime settimane, di sindacati, politici, associazioni di categoria, cittadini. I turisti che affollano la città superati i percorsi di via Maqueda e corso Vittorio Emanuele, piazza Politeama e via Ruggero Settimo, appena entrano in strade e vicoli secondari (ma non troppo) del centro storico, siti di chiese e musei, s’imbattono in cestini traboccanti d’immondizia, marciapiedi sporchi, angoli pieni di sacchetti di rifiuti. E la zona residenziale della città soffre ancor di più. Mentre in centro città due troupe sono impegnate nelle riprese di film a poche centinaia di metri in via Giorgio Gemmellaro, dove fino a due mesi fa c’erano i cassonetti, adesso c’è una discarica alimentata di ora in ora, spesso da persone insofferenti alle regole e anche alla raccolta differenziata.
Le segnalazioni inviate alla Rap si sprecano e quando va bene, dopo un paio di settimane arriva un addetto a portar via il grosso. Lì non si è mai visto un vigile; nessuno spazza la strada che a valle comincia con una farmacia e in alto si chiude con una clinica. Quei residenti che hanno a cuore un minimo di decoro, lottano una battaglia quotidiana e inutile contro chi sa di poter agire senza alcun timore di subire sanzioni. Il comune di Palermo intanto ha cominciato a cercare organizzazioni di volontari per ”la costituzione di una rete di educatori ed informatori Ambientali nell’ambito della campagna Palermo differenzia e delle ulteriori campagne di comunicazione sulla raccolta differenziata, gestione corretta dei rifiuti e in genere sui temi di tutela e difesa dell’ambiente”.
A Milano l’Amsa, l’azienda che si occupa della raccolta e gestione dei rifiuti, ha 3300 dipendenti (2.600 impegnati nelle attività di raccolta rifiuti, pulizia e spazzamento). Amsa si occupa di 14 comuni, compreso Milano, serve oltre due milioni di persone, raccoglie 807.356 t di immondizia di cui 449.167 avviata al riciclo (la differenziata è al 55,6% e copre un’area di 302 km quadrati). Il 25% del parco automezzi è a metano. A Firenze e in altri 48 comuni opera l’Alia, la società di raccolta e gestione, che ha 1870 dipendenti. Vengono raccolte 822.937 tonnellate di rifiuti e il 60,54% è differenziata. Copre un bacino di oltre un milione e mezzo di persone. A Torino la raccolta è affidata all’Amiat: 1549 dipendenti e un bacino di 900 mila persone. La differenziata si attesta sul 42,5% su un totale di 411.251 tonnellate di rifiuti raccolti.
A Palermo Rap ha 1900 dipendenti raccoglie circa 346 mila tonnellate di rifiuti l’anno e la differenziata si attesta sul 13%. Copre una superficie di 159 km quadrati e un bacino di circa 650 mila persone. I numeri esplicativi la dicono lunga. C’è da considerare anche che a Palermo la manutenzione del verde e delle spiagge non è curata dalla Rap ma dalle squadre della Reset, quindi altri numeri di forza lavoro da aggiungere.
Dal 2014 al primo trimestre 2018 l’importo delle penali che la Rap deve all’amministrazione comunale di Palermo, secondo il contratto di servizio, ammonta a 1.484.037 euro. Solo per il primo trimestre 2018 l’importo è 45 mila euro. Lo si evince dalla relazione dell’attività di controllo e monitoraggio dei servizi di igiene ambientale di Palermo ambiente per il primo trimestre 2018. Le penali (dal marzo 2015) scattano dopo una valutazione del servizio: se è sopra il 90% nessuna penalità giornaliera, al di sotto vi sono penali di 500, 1000 e 1500 euro (al di sotto dell’85% del servizio). Le penali riguardano sia la raccolta che la differenziata che lo spazzamento. Per quest’ultimo servizio, dice Palermo ambiente, le nuove tabelle per la quantificazione delle penali non sono però state applicate.(ANSA).

