Niscemi, la procura di Gela apre un'inchiesta per disastro colposo

Niscemi, la procura di Gela apre un’inchiesta per disastro colposo

Il procedimento assegnato a due pm oltre che al procuratore Salvatore Vella

NISCEMI – Sulla frana di Niscemi si muove anche la magistratura. La Procura della Repubblica di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il procedimento è assegnato a due pubblici ministeri oltre che al procuratore Salvatore Vella. Allo stato è a carico di ignoti.

La Procura partirà dall’analisi di ciò che è stato o non è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio del paese in provincia di Caltanissetta. Ventinove anni fa ci fu un’altra frana, di certo non con la portata catastrofica di quella di domenica scorsa.

Era l’ora di pranzo la gente sentì un boato e scese in strada. Pensava ad un terremoto ed invece era una frana negli stessi quartieri interessati dagli eventi dei giorni scorsi. Furono abbattute alcune abitazioni, una chiesa e dichiarato lo stato di emergenza almeno fino al 2007.

Gli esperti dicono che già alla fine del Settecento si erano verificati degli eventi franosi. La collina di sabbia e argilla si è sbriciolata. Il fronte della frana è lungo 4 chilometri e in alcuni punti raggiunge picchi di profondità di 50 metri. Non esistono casi simili in Europa, dicono gli esperti.

Un evento dalla portata enorme, difficilmente contenibile ma non inaspettato. Si può riassumere così la posizione della Società Geologica Italiana.

Secondo Giuseppe Collura, referente della Sigea presente a Niscemi insieme al collega Michele Orifici, l’ultimo cedimento registrato domenica scorsa è in continuità con le vicende del ’97.

L’allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di “ordinaria malamministrazione e di completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico”.

Un dato che rafforza l’idea di una vulnerabilità storica dell’area. Eppure sulla collina si è costruito senza che nel tempo siano stati fatti gli interventi strutturali necessari per la messa in sicurezza.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI