Siciliani morti in Germania, ora i parenti di Niscemi sono sfollati

Niscemi, tra gli sfollati anche i parenti della famiglia morta in Germania

"Mia madre era all'estero per i funerali, ora anche lei non ha più una casa"

PALERMO – “Piangiamo ancora per la tragedia che in Germania ha colpito la nostra famiglia e allo stesso tempo, qui, sfidiamo ogni giorno la paura”. Daniela è la cugina di Nancy Giarraca, la trentenne originaria di Niscemi che l’8 gennaio ha perso la vita insieme al marito e al loro bambino nell’esplosione di una villetta ad Albstadt, a 85 chilometri da Stoccarda. Al dolore per la terribile fine dei familiari, si aggiunge ora il dramma della distruzione.

La tragedia in Germania, poi la frana

“Quello che è successo a Nancy, Francesco e al piccolo Bryan – racconta a LiveSicilia – ci ha devastato e ancora oggi ci rende increduli. Mia madre è partita dalla Sicilia pochi giorni dopo la notizia, per raggiungere mia zia e starle vicino in quei momenti di profondo dolore. Il 24 gennaio sono stati celebrati i funerali in Germania e si trovava ancora lì quando ha visto le immagini delle case sospese nel vuoto. Al suo ritorno ha trovato la nostra Niscemi in ginocchio e tutti noi senza la nostra casa”.

Gli sfollati di Niscemi: “Viviamo un incubo”

Daniela, mamma di due bambini ancora in tenera età, è insieme al marito, ai genitori e agli zii, tra gli sfollati della cittadina nissena. Abitavano in una palazzina che si trova in piena zona rossa, a pochi metri dalla croce diventata simbolo di speranza e resistenza. “La stessa speranza a cui ci aggrappiamo in questi giorni – prosegue – perché stiamo vivendo un incubo. Eravamo già molto provati dalla perdita dei nostri familiari, che ci ha lasciato il cuore a pezzi. A distanza di poco più di un mese siamo nuovamente messi a dura prova. Come posso spiegare ai miei due bambini che a casa non si torna? Forse non ci torneremo mai più. E neanche io voglio crederci”.

La casa di Daniela, tra gli sfollati di Niscemi, si trova a pochi metri dalla croce

“Non si dorme più”

Per lei e la sua famiglia la frana si è trasformata in un amplificatore del dolore. “Le giornate sono interminabili, piene di sofferenza. E la notte non si dorme – dice con la voce spezzata dalla stanchezza -. Non chiudo occhio da quando è morta mia cugina. La penso, rimpiango il giorno in cui mi disse che quest’estate sarebbe venuta a Niscemi. Non vedevo l’ora di riabbracciarla. E non dormo anche per la paura che ho addosso. Abbiamo trovato ospitalità da mia suocera, in una zona più sicura, ma temiamo ugualmente che possa accadere qualcosa”.

Gli sfollati di Niscemi e la paura

Le preoccupazioni non permettono nemmeno di riposare bene. “Quando mi affaccio alla finestra vedo la strada spaccata in due ed è impossibile essere sereni. Vado a letto con i vestiti, con la valigia vicino, pronta a scappare con la mia famiglia, se dovesse essere necessario”. Una valigia che contiene le poche cose che Daniela è riuscita a salvare dall’appartamento che dieci anni fa aveva fatto ristrutturare.

“Me lo lasciò mia nonna. Con mio marito abbiamo fatto molti sacrifici per rinnovarlo. Un’abitazione di 120 metri quadrati in piena regola, dove anche gli ultimi lavori sono stati effettuati alla luce del sole. Lì è racchiusa la storia della mia famiglia, ci sono tutti i nostri ricordi, dall’infanzia all’età adulta. Quando siamo andati via abbiamo portato con noi dei vestiti e pochi oggetti, tra cui alcune fotografie. Quelle immagini bloccano nel tempo i momenti più felici, ci danno coraggio”.

“Si vive alla giornata”

A Niscemi nelle scorse ore le scuole sono state riaperte, bambini e ragazzi, con l’aiuto di insegnanti e psicologi, stanno provando a tornare alla normalità. “Ma i miei bimbi sono ancora piccoli e l’asilo che frequentavano è stato ricollocato, adesso, in una struttura lontana dal luogo in cui mi trovo. In queste condizioni non me la sento di essere distante da loro. Si vive alla giornata, ma stiamo nel frattempo cercando una casa in affitto per gestire meglio la vita quotidiana, nonostante tutto”.

La speranza degli sfollati di Niscemi

Uno dei due bimbi piange, l’altro colora. “Mi chiedono di dormire nella loro cameretta, ho spiegato che adesso lì ci sono i vigili del fuoco, che stanno lavorando. Hanno preso un foglio, hanno disegnato i pompieri e mi hanno detto: ‘Mamma, guarda, hanno finito, possiamo tornare a casa’. Li ho abbracciati forte e ho sognato anch’io. Vorrei tanto che fosse davvero così”. 


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