CATANIA – Hanno portato la tecnologia dove nessuno magari avrebbe mai pensato di portarla: in un citofono. Il comune ma fondamentale strumento che ognuno di noi usa: in casa e in ufficio. Allora ecco che grazie a ComeIn! il citofono (dotato di un innovativo sistema Wireless) diventa un’app da scaricare sullo smarthphone. Ispirati dalla filosofia dell’IoT (Internet of thing) Marco Rosano, Francesco Margiotti e Vincenzo Greco hanno sviluppato questo progetto d’impresa che ha conquistato il podio dell’edizione 2015 di Start Up Academy. E mentre la mente dei tre studenti è concentrata al momento nelle scadenze degli esami universitari le speranze e i sogni stanno già volando alto. E allora voce ai protagonisti che hanno creato un citofono per le generazioni 2.0. Ma ancora una volta la tecnologia è volta a migliorare le condizioni di autonomia di persone con difficoltà motorie. Ma oltre questo ComeIn! può aiutare a mettere alla porta i truffatori che mietono vittime soprattutto tra gli anziani.
Perchè applicare la tecnologia wireless a un citofono?
Il fenomeno dell’IoT (Internet of things) sta diventando una realtà sempre più importante, tantissimi oggetti di uso comune stanno diventando “smart” e comunicano attraverso la rete per migliorarne ed estenderne le proprie funzioni. Applicare la tecnologia wireless permettendo così di sfruttare la rete e aggiungere funzionalità avanzate ad un comune citofono, pensiamo possa rappresentare la naturale evoluzione di questo dispositivo. Vogliamo quindi rispondere all’evoluzione tecnologica considerando il citofono come una estensione della persona sia all’interno che all’esterno della propria abitazione.
Il vostro “consumer” chi è?
Abbiamo analizzato diversi segmenti di mercato e possiamo fare una divisione tra privati e professionisti. Tra i privati i nostri consumer sono gli appassionati di tecnologia e domotica, le persone che si trovano spesso lontane da casa, oppure anziani e persone con problemi motori. Tra i professionisti abbiamo identificato i Bed&Breakfast e gli uffici professionali.
Un valido aiuto per anziani o per chi ha problemi di mobilità?
Pensiamo che un tale dispositivo possa aiutare sia gli anziani che le persone con problemi di mobilità a migliorare la loro autonomia in casa, soprattutto grazie alla semplicità e la comodità d’uso. Inoltre, data la possibilità di controllare più citofoni con ComeIn! è possibile ad esempio gestire il dispositivo di un parente anziano, che magari vive da solo, offrendogli una maggiore sicurezza ed aiutandolo ad evitare (come purtroppo si sente spesso in fatti di cronaca) che malintenzionati possano approfittare della sua situazione. Abbiamo pensato inoltre a dei dispositivi stand alone per usare il nostro citofono anche senza essere in possesso di uno smart device.
E per bimbi curiosi? Avete predisposto delle limitazioni? Se si, il rischio potrebbe essere quello di renderlo meno “easy”?
Per potere accedere all’applicazione per gestire il sistema ComeIn! sul nostro smartphone saranno implementate delle disposizioni di sicurezza, come un PIN o uno sblocco a sequenzacodice di immediato utilizzo, come quelli che già usiamo sulla schermata di sblocco del nostro smartphone; tutto questo non solo per i bambini curiosi che magari giocano con il nostro smartphone ma anche per garantire la sicurezza in caso o furto di smarrimento del proprio device. Inoltre, come per l’app, è possibile predisporre un blocco nel nostro citofono ComeIn!, utile ad esempio nel caso in cui dovessimo lasciare i nostri bambini soli a casa (chi non conosce la tipica frase dei genitori: “Mi raccomando se citofona qualcuno non aprire!”).
Il podio di Start Up Academy è un trampolino di lancio verso quali obiettivi?
L’essere arrivati finalisti italiani all’ “Imagine Cup 2015” di Microsoft e il podio di Start Up Academy Catania 2015 sono stati due grandi obiettivi nella nostra roadmap. Attualmente (come altri nostri colleghi finalisti) siamo in piena sessione universitaria e attendiamo fine estate per riprendere a pieno il nostro lavoro di sviluppo del prodotto. Attendiamo anche l’inizio della nuova competizione, la “Start Cup”, organizzata dal C.A.P.I.T.T. assieme all’Università di Catania che crediamo sarà di grande aiuto nella creazione del nostro piano di business.
Da studenti dell’Università di Catania, pensate che l’Ateneo sia “vicino” a chi ha voglia di ”investire” nelle sue idee e nelle sue capacità?
L’Università di Catania sta diventando sempre più aperta ad iniziative di questo tipo, grazie anche all’impegno di professori come Rosario Faraci e dei suoi collaboratori, e “StartUp Academy” e “Start Cup” ne sono la dimostrazione. Speriamo che in futuro professori e Ateneo incentivino maggiormente gli studenti a credere e investire nelle proprie idee durante il loro percorso accademico. Pensiamo però che attualmente bisognerebbe migliorare la collaborazione tra i vari dipartementi dell’Università di Catania per stimolare e far crescere idee e progetti degli studenti.

