Non c'è più posto al cimitero| "Non si sospendano le concessioni"

Non c’è più posto al cimitero| “Non si sospendano le concessioni”

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Il capogruppo degli azzurri Tantillo (nella foto): "No alla delibera presentata dagli uffici".

Comune di Palermo
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3 min di lettura

PALERMO – Anche morire, a Palermo, può rappresentare un problema, come sanno bene le famiglie che per dare una degna sepoltura ai propri cari sono costrette ad aspettare giorni e giorni. Una situazione divenuta ormai abituale per una città i cui impianti pubblici (Rotoli, Cappuccini e Santa Maria di Gesù, visto che Sant’Orsola è privato) sono praticamente saturi, in attesa che il Comune costruisca, a proprie spese o con project financing, quello nuovo di Ciaculli.

Ma dal 2008 a oggi, intanto, il Comune ha dovuto cercare alternative, anche perché una porzione dei Rotoli è inagibile per il rischio caduta massi dalla montagna sovrastante. E così Palazzo delle Aquile ha fatto ricorso a ordinanze contingibili e urgenti per “requisire” sepolture vuote (anche se private) e destinarle temporaneamente alle salme in deposito, evitando così di accumularle. Uno strumento che però è stato più volte censurato dalla giustizia amministrativa: il Tar, puntualmente, dà torto al Comune perché l’ordinanza non è lo strumento adeguato, visto che l’emergenza dura da anni.

Così gli uffici comunali hanno presentato a Sala delle Lapidi una delibera che modifica il regolamento degli impianti cimiteriali rendendo “normale” la pratica sin qui adottata ed evitando di soccombere in giudizio. In pratica il Comune sospenderebbe la concessione dei loculi vuoti ai privati, in via temporanea e in caso di emergenza (che è ormai la normalità): verrebbe comunque assicurato un posto per la famiglia titolare della concessione e, in caso di necessità, il Comune dovrebbe liberare i loculi necessari. Il tutto sulla scorta di quanto fatto da comuni come Follonica (provincia di Grosseto), Guastalla (provincia di Reggio Emilia) e Rionero in Vulture (provincia di Potenza) e nelle more che venga costruito il cimitero dei Ciaculli.

“Se fosse stata votata la delibera, alla quale ci siamo opposti con fermezza, i concessionari sarebbero stati espropriati di un diritto, quello di riunire i propri cari nella medesima sepoltura – tuona il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo – L’amministrazione porti in aula la delibera per la costruzione del nuovo cimitero e i consiglieri con senso di responsabilità la voteranno. Palermo ha necessità di un nuovo cimitero e non di provvedimenti temporanei che fanno soffrire i vivi nel ricordo dei loro defunti”.

Gli uffici hanno chiesto addirittura la procedura urgente, ma il consiglio comunale non ha nemmeno trattato la delibera e, di questo passo, è difficile che lo faccia in tempi brevi.

LE REAZIONI
“A distanza di 6 mesi il forno crematorio di Palermo è ancora in fase di manutenzione e riparazione, nel frattempo il diventa sempre più impellente la necessità di trovare spazi per nuovi loculi. Noi pensiamo che continuare sull’ipotesi di un nuovo cimitero sia però una strada da percorrere vecchia ed errata; perché, prima ancora delle questioni economiche, significherebbe togliere ulteriore spazio verde alla città in un terreno di cui non sono ancora conosciute le caratteristiche di idoneità necessarie per tale scopo. Oltretutto nonostante nei progetti si tratti di un grande certamente, questo, non sarà soluzione definitiva per Palermo. Risolvere i problemi di cedimento strutturale ai Rotoli, riparare l’attuale forno crematorio e iniziare la progettazione del nuovo forno crematorio previsto nel Piano Triennale delle opere pubbliche riteniamo questa la strada da percorrere per l’Amministrazione. In tutta Italia la scelta cremazionista è in continua ascesa sia per una questione culturale, con accettazione anche da parte della Chiesa Cattolica sia per una questione di costi. Palermo ha percentuali da prefisso telefonico intorno allo 0,2%, mentre la media italiana è del 16% con punte del 25% in Lombardia e Piemonte. Che senso ha costruire un nuovo grande cimitero? Per questo motivo chiediamo all’Amministrazione di stringere sui tempi necessari affinche il nuovo Tempio crematorio diventi realtà, di incentivare la scelta tra i cittadini anche abbassandone ulteriormente i costi e far in modo che il forno già presente torni attivo al più presto possibile”. Lo dice in una nota Maurizio Li Muli, Presidente So.Crem Palermo.

 

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