“Non sei in grado, |cerchiamo alternative” - Live Sicilia

“Non sei in grado, |cerchiamo alternative”

Arriva la stangata finale del ministro per lo Sviluppo economico (nella foto) che aveva dato tempo a Dr per trovare liquidità. Per la riconversione industriale dell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese si riaprono i giochi.

FIAT, Passera a Di Risio
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La fiammella della speranza si era spenta quasi completamente già lo scorso 4 giugno. Ossia quando, all’ennesima proroga chiesta da Massimo Di Risio alla ricerca disperata di liquidità per la sua Dr Motor, il ministro Passera aveva risposto che il governo era pronto a riaprire i giochi e a riprendere in mano tutte le manifestazioni di interesse giunte per la riconversione industriale del sito ex Fiat di Termini Imerese. Contemporaneamente, però, Passera aveva anche fissato il nuovo incontro per il 20 giugno. Quindi, dopo 15 giorni. Come dire, siamo pronti a guardarci intorno, ma se Dr dovesse trovare un socio, ne saremmo lieti. Oggi, la stangata finale. “Abbiamo dato termini laschi – ha infatti detto il ministro – ma nei termini previsti questo signore non ci ha dimostrato di avere le risorse per rispettare l’accordo. Non possiamo aspettare che passino i tempi della cig senza andare a cercare qualcun altro. Anche a rischio di farci male abbiamo detto basta, tu non sei in grado, cerchiamo alternative”.

Tramonta così definitivamente l’ipotesi che vedeva l’imprenditore molisano indossare i panni del cavaliere pronto a rilanciare lo stabilimento Fiat e salvare il futuro dei 2000 lavoratori, tra dipendenti diretti e indotto. Ipotesi alla quale sembrava essersi aggrappato soprattutto l’advisor Invitalia, dopo il fuoco di fila che uno ad uno l’anno scorso ha fatto fuori i vari pretendenti: prima Ciccolella, la società del settore florovivaistico che a Termini avrebbe voluto realizzare serre con pannelli fotovoltaici integrati e il cui presidente e amministratore delegato, Corrado Ciccolella, è finito nel mirino della giustizia per l’utilizzo di diversi milioni di finanziamenti europei per fini diversi da quelli per i quali erano stati concessi; poi Simone Cimino, anche lui messo fuori gioco dalla magistratura, che per Termini aveva il progetto “Sunny car in a sunny region”; e terzo De Tomaso della famiglia Rossignolo, il cui piano industriale è stato, ahimè, battuto proprio dal concorrente DR Motor.

“Attendevamo l’autorevole intervento del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera – commenta Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars – ma ci stupisce che solo adesso si segnali l’incapacità di DR Motor a gestire il dopo Fiat. La vicenda che si è creata intorno allo stabilimento siciliano è la causa della scelta irresponsabile di Invitalia che ha individuato una società che non aveva le condizioni di gestire lo stabilimento”. “A questo punto – continua Caputo – ringrazio il ministro per il suo interessamento, anche se tardivo, ma occorrerà accertare la responsabilità di Invitalia e del suo amministratore delegato, Domenico Arcuri, che ha scelto una società che non può avviare la produzione e soprattutto che non è in grado di tutelare i livelli occupazionali. Invitalia ha fatto perdere tempo e la sua scelta sta determinando il rischio per i lavoratori dell’ex Fiat siciliano e dell’indotto”.

“Dopo le dichiarazioni del ministro Passera sulla Dr Motor – commenta il sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato – serve chiarezza e per farlo occorre immediatamente convocare una riunione al Ministero, ponendo due questioni indispensabili: la Fiat non può ritenersi ‘disimpegnata’ se prima non si arriva a una soluzione per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese, e poi servono garanzie per i 640 esodati e sulla cassa integrazione anche per il 2013”.

E di un nuovo tavolo parla anche il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, che afferma: “Bisogna immediatamente convocare un nuovo incontro con il Governo nazionale e con Invitalia per il futuro di Termini Imerese. Il progetto di Dr Motor, come ha detto lo stesso ministro Passera, sembra ormai bruciato. E la cassa integrazione non durerà in eterno. I tempi che occorrono per progettare e fare partire un’attività produttiva non sono brevi. Serve quindi individuare subito soluzioni alternative a Dr Motor, anche fuori dal settore auto, per garantire un futuro ai lavoratori di Termini che non possono godere dell’accompagnamento alla pensione”.

E mentre si continua a discutere, la sola certezza è che il progetto Dr è stato inseguito per otto lunghi mesi.


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