Il racconto dei sopravvissuti "Naufragio causato dallo scontro"

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I superstiti hanno anche raccontato che uno dei timonieri arrestati sarebbe rimasto alla guida del barcone fino all'ultimo momento. IN AGGIORNAMENTO.

la tragedia nel mediterraneo
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2 min di lettura

CATANIA- Proseguono gli  interrogatori dei migranti sopravvissuti alla tragedia di sabato sera. Secondo le ultime testimonianze raccolte dagli inquirenti, la causa dell’affondamento del barcone dei migranti sarebbe la collisione con la nave porta containers che è intervenuta per soccorrerli e non lo sbilanciamento del barcone causato dallo spostamento dei migranti. I superstiti hanno anche raccontato che uno dei timonieri arrestati sarebbe rimasto alla guida del barcone fino all’ultimo momento.

Altro particolare: 800 migranti circa non sarebbero stati chiusi nella stiva della nave da un portellone. L’ingresso per accedere ai piani sotterranei sarebbe stato stretto e non avrebbe consentito ai migranti di uscire durante l’affondamento. La partenza della nave dalla Libia sarebbe avvenuta la sera precedente al naufragio.

La richiesta di convalida dei fermi di Mohammed Alì Malek e Mahmud Bikhit è stata inviata all’ufficio del giudice delle indagini preliminari che provvederà quindi entro le prossime 48 ore all’interrogatorio di garanzia e alla valutazione della misura cautelare della custodia in carcere, di cui è stata fatta richiesta.

La Procura sottolinea che “risulta confermata la ricostruzione dei fatti sin qui operata e in particolare il fatto che coloro che si trovavano nei ponti inferiori sono stati chiusi all’interno dello scafo e che le porte sono state serrate.

Di conseguenza al capitano, Mohammed Alì Malek, è stato contestato anche il delitto di sequestro di persona, aggravato dalla presenza di minori”.

Nel pomeriggio si procederà all’interrogatorio degli indagati da parte del p.m..

Gli incidenti probatori avranno luogo a partire dalla mattina di Venerdì 24 aprile.

Si prega di diffondere l’indirizzo di posta elettronica dedicato ai congiunti o conoscenti di coloro che si misero in viaggio naufragio.wreck.procura.catania@giustizia.it al fine di contribuire alla conoscenza del numero e della identità delle vittime. Non sarà data risposta a messaggi che non abbiano questa provenienza e questo scopo.

 

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