Nuovo naufragio nel Mediterraneo | Decine di dispersi, sei cadaveri

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Sul posto numerosi mezzi della guardia costiera. Foto d'archivio

Immigrazione
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3 min di lettura

ROMA – Si temono decine di dispersi nel naufragio di un gommone carico di migranti avvenuto ieri sera a circa 30 miglia dalle coste libiche. La Guardia Costiera italiana, che ha inviato sul luogo del naufragio numerose unità, sta coordinando i soccorsi. Una petroliera è riuscita a trarre in salvo 15 migranti.

Secondo quanto si è appreso, una petroliera che si trovava in zona han avvistato i migranti e ha dato l’allarme. Il mare era molto agitato: avvicinatisi al gommone, gli uomini della petroliera hanno trovato in acqua i 15 migranti, che sono stati rapidamente presi a bordo e successivamente trasferiti su nave Diciotti, della stessa Guardia Costiera, che arriverà questa sera a Catania. Sul posto, sono stati fatte confluire numerose altre navi poichè è molto probabile, secondo fonti della stessa Guardia Costiera, che alcune decine di migranti siano finiti in acqua. Il gommone era in pessime condizioni strutturali e alcuni di coloro che sono stati salvati sono stati trovati aggrappati all’unica parte dell’unità che ancora emergeva dall’acqua.

*Aggiornamento ore 11.58
Sono sei i cadaveri recuperati fino ad ora dalla Aquarius, la nave della Ong italo-tedesca Sos Mediterranee, nelle operazioni di ricerca e soccorso di un gommone naufragato a circa 30 miglia dalle coste libiche. Altri 114 migranti, tutti provenienti dall’Africa occidentale, sono stati tratti in salvo. Cinque persone sono state trovate morte a bordo del gommone. I loro corpi sono stati recuperati e sono adesso a bordo della Aquarius. Un’altra persona è annegata in mare ma non è stato possibile recuperare il suo corpo. Dopo aver risposto ieri mattina ad una chiamata dalla Guardia Costiera italiana la Aquarius, che opera con un’equipe di Medici senza frontiere a bordo, si è immediatamente diretta a tutta velocità verso la posizione dove si trovava il gommone in difficoltà. “Siamo arrivati alle 2 del pomeriggio – racconta Mathias Menge, coordinatore della squadra di Ricerca e Soccorso dei Sos Mediterranee – e subito abbiamo iniziato a distribuire i giubbotti di salvataggio e altri dispositivi di galleggiamento. Più tardi i sopravvissuti ci hanno detto che il loro gommone era partito dalla Libia alle 2 del mattino e dopo due ore dalla partenza aveva iniziato a imbarcare acqua. Quando la Aquarius è arrivata, la loro imbarcazione stava cominciando a sgonfiarsi. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo sei persone hanno perso la vita in questa tragedia”. All’arrivo della Aquarius i passeggeri dell’imbarcazione hanno cominciato a lanciarsi in acqua. Tra i naufraghi anche 24 minori, tra cui tre bambini sotto i 5 anni, e 8 donne. Non appena la squadra di soccorso è arrivata al gommone ha notato un minore a faccia in giù in acqua ed è riuscita a tirarlo a bordo di una delle imbarcazioni di salvataggio. “Il ragazzino, proveniente dal Camerun, della apparente età di 10 anni, era privo di sensi dopo aver inalato carburante e acqua di mare”, dice Sarah Giles, medico di Msf a bordo della Aquarius. “Per fortuna è stato soccorso in tempo e portato a bordo per le cure mediche urgenti. È stato privo di sensi per due ore, ma siamo riusciti a stabilizzarlo in modo che potesse essere trasferito a Lampedusa insieme alla donna che lo accompagnava”.

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