CATANIA – Ancora botta e risposta, tra il Cda dell’Opera Diocesana Assistenza e il Commissario nominato dall’arcivescovo, avvocato Landi, per la gestione dell’ente. Il Tribunale Fallimentare ha rigettato la proposta di concordato presentato dal presidente del Cda dichiarando illegittimo il “soggetto proponente”. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi dal commissario che ha quindi dichiarando la piena operatività delle sue mansioni e legittima la revoca del Cda. Per il presidente Romano Calero è vero il contrario.
Dal canto suo il presidente del Cda- in un’altra nota inviata alla stampa e ai vari vertici dell’Oda – rimarca le decisioni del Tribunale di Catania, Giudice del Registro, che invece si è espresso a favore del Consiglio di Amministrazione “ed avevano – si legge nel comunicato – affermato la abnormità dei provvedimenti arcivescovili (quelli che hanno portato alla revoca e alla nomina del comissario, ndr)”.
Rincara la dose il presidente Calero Romano: “Continua l’opera di risanamento dell’Oda che è stato indebitato oltre ogni plausibile misura da gestioni ed operazioni, sulla cui natura, è necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria, con la celerità massima che il caso richiede”.
Intanto nella struttura continua un clima rovente. I sindacati più volte hanno chiesto di intervenire per fermare un “vero e proprio stato di polizia”.

