Due dei tre fermati per l’omicidio di Vito Genovese, il 45enne ucciso nella notte di Ferragosto nel quartiere Zen di Palermo, hanno risposto agli interrogatori e avrebbero negato di averlo colpito con un oggetto. Il terzo indagato, minorenne, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto l’autopsia avrebbe confermato la presenza sul corpo della vittima di diverse lesioni, una delle quali mortale al torace. Gli interrogatori si sono svolti nella mattinata di martedì 18 agosto davanti ai giudici competenti per i tre indagati, due minorenni e un maggiorenne.
La versione fornita da uno dei minorenni
Uno dei ragazzi ha risposto alle domande del gip del Tribunale per i minorenni, fornendo una ricostruzione diversa da quella formulata dagli investigatori. Il giovane ha sostenuto di non avere avuto alcuna intenzione di introdursi nel box di proprietà di Genovese per rubare. Secondo la sua versione, lui e l’altro minorenne stavano cercando di aprire un proprio garage, situato nelle vicinanze di quello della vittima, per recuperare una tenda da utilizzare durante alcuni giorni di festa in spiaggia.
Tra i ragazzi e Genovese sarebbe comunque scoppiata una discussione, iniziata mentre il 45enne si trovava alla finestra e proseguita successivamente in strada. Il minorenne avrebbe però negato che la vittima sia stata colpita da loro con un oggetto. L’altro ragazzo coinvolto nell’inchiesta ha scelto invece di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ha risposto alle domande anche Paolo Puleo, 34 anni, unico maggiorenne tra i tre fermati per la morte di Genovese. Anche Puleo avrebbe sostanzialmente negato di avere provocato la ferita risultata fatale al 45enne. Al termine degli interrogatori, i due giudici si sono riservati di assumere le rispettive decisioni.
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Omicidio Zen, cosa dice l’autopsia
Nel pomeriggio di martedì 18 agosto, al Policlinico di Palermo, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Vito Genovese. L’esame è stato condotto dal medico legale Manfredi Rubino. L’accertamento avrebbe confermato la presenza di diverse lesioni sul corpo del 45enne. Una di queste, localizzata al torace, sarebbe risultata mortale. Sarebbero state riscontrate anche ulteriori ferite e contusioni, che potrebbero essere riconducibili alla colluttazione avvenuta quella notte.
La ricostruzione dei carabinieri
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Genovese avrebbe sorpreso i due ragazzi mentre tentavano di aprire un box di sua proprietà e sarebbe quindi sceso in strada. Da quel momento sarebbe iniziata una violenta discussione, degenerata in un’aggressione durante la quale il 45enne sarebbe stato colpito con un casco e con un oggetto contundente, che potrebbe essere un cacciavite. Durante la colluttazione è rimasto ferito anche Domenico D’Anna, 47 anni, parente della vittima. Per questo episodio l’accusa contestata ai tre fermati non è più quella di tentato omicidio, ma di lesioni.




