PALERMO – “Non andrò prevenuto all’incontro con i vertici dell’Asp di Trapani. Mi sembra doveroso ascoltare e capire come è possibile che si sia verificato un fatto scandaloso come questo. È mio dovere capire cosa sia accaduto e tutelare i cittadini siciliani senza guardare in faccia a nessuno”. A dirlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in conferenza stampa a Palermo, rispondendo a una domanda sulla storia di Maria Cristina Gallo, la donna di Mazara del Vallo che ha atteso otto mesi per conoscere l’esito di un esame istologico.
L’incontro Schifani-Croce
Oggi il dg dell’Asp di Trapani, Ferdinando Croce, sarà a Palazzo d’Orleans per incontrare il governatore. “Cercherò ascoltare e capire cosa è successo, nel solco di quanto già fatto con l’ospedale Villa Sofia – ha aggiunto Schifani -. Il mio compito è non farmi imbrigliare da un sistema che è sano dal punto di vista del rischio mafia e corruzione ma che comunque è farraginoso”. Schifani chiederà conto a Croce della vicenda Gallo: la donna ora è in cura all’istituto nazionale dei tumori di Milano.
Termovalorizzatori, “percorso a ostacoli”
Schifani ha poi risposto ad una domanda sui ricorsi incombenti sui due termovalorizzatori decisi dal governo per superare l’emergenza rifiuti. “Mai avuto dubbi sul fatto che il percorso per i termovalorizzatori sarebbe stato ‘ad ostacoli’ – ha affermato -. Ciò che mi preoccupa sono alcuni ricorsi che giacciono sul tavolo dell’assessorato. L’Amministrazione è una macchina complicata che ha punte d’eccellenza e altre di non eccellenza. La mia preoccupazione è che un giorno mi possa svegliare e accorgermi che c’è un ricorso di cui non ero a conoscenza. Queste lacune mi preoccupano”.
Il duello con la Corte dei conti
Spazio poi al continuo botta e risposta tra Corte dei conti e Regione Siciliana, innescato dalla relazione dei magistrati contabili sullo stato di attuazione del piano di rafforzamento delle terapie intensive post-Covid. Un batti e ribatti per il quale Schifani si è detto “rattristato”. “Non mi era mai successo che un dato censorio fosse comunicato contemporaneamente all’istituzione e alla stampa, come ha fatto la Corte dei conti – ha evidenziato -. E ieri abbiamo assistito al secondo tempo (le controdeduzioni della Corte rispetto ad una prima risposta di Palazzo d’Orleans, ndr)”. A quel punto “abbiamo risposto in maniera puntuale ma tutto questo – ancora il governatore – mi lascia perplesso”.
Schifani ha poi rivelato un episodio che riguarda ancora una volta la Corte dei conti: “Nove mesi fa, in piena emergenza siccità, è giunta sul mio tavolo una nota della Corte che mi formalizzava l’avvio di un’azione di controllo contestuale ai provvedimenti che stavamo adottando per risolvere l’emergenza idrica. Una circostanza – ha concluso Schifani – che mi ha stupito molto”.

