CATANIA – Si dovevano riscontrare le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Che aveva fornito precise indicazioni in merito a un commerciante di Ognina nella morsa dell’estorsione da diverso tempo. La Squadra Mobile, su delega della Procura di Catania, ha predisposto una precisa e delicatissima indagine che ha permesso di inchiodare l’esattore del pizzo e gli estorsori. Fondamentali le intercettazioni. Tutti sono ritenuti legati al gruppo santapaola di Picanello.
Francesco Sansone, 68 anni, è stato beccato in flagranza ed arrestato lo scorso 20 luglio. Aveva appena intascato 210 euro da un ferramenta del borgo marinaro di Ognina. Gli agenti lo hanno ammanettato appena è uscito dal negozio. La Procura aveva già emesso i fermi per Giovanni Frazzetta, 50 anni, e Armando Pulvirenti, 63 anni, per l’accusa di estorsione aggravata. Il Gip, dopo l’udienza di convalida, ha emesso l’ordinanza di custodia in carcere per Sansone e Pulvirenti. Mentre Frazzetta è stato scarcerato.
Scandagliamo l’inchiesta condotta dalla “Squadra Antiracket” della Mobile, diretta da Antonio Salvago. Le indagini hanno documentato che il commerciante, titolare di un negozio di ferramente a Ognina, sarebbe stato costretto a pagare il pizzo sin dall’apertura dell’esercizio commerciale nel 1999. La somma mensile da versare sarebbe stata prima di 400 mila lire del vecchio conio e poi 210 euro al mese. Il gruppo di estorsori sarebbe stato composto da Frazzetta, Pulvirenti e Sansone, che nel tempo si sono avvicendati nella riscossione. I tre sono noti esponenti del gruppo di Picanello, quello decapitato con l’inchiesta Orfeo, condotta dal pm Rocco Liguori, qualche mese fa. Che Giovanni Frazzetta fosse uno degli esattori del pizzo del gruppo santapaoliano di Picanello era già emerso 11 anni fa, quando nel 2007 era finito in manette – in flagranza di reato – per aver incassato il pizzo da un concessionario d’auto.

