Palermo, abusi sessuali e niente cibo ai figli: genitori condannati

Palermo, abusi sessuali e niente cibo ai figli: genitori condannati

La musica satanica, il rapporto conflittuale e le violenze
IL PROCESSO
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PALERMO – Assoluzione ribaltata. Arriva una condanna pesante in appello per una coppia di giovani genitori. Sei anni di carcere per il padre, quattro anni per la madre con la perdita della potestà genitoriale. Il primo era imputato per abusi sessuali nei confronti di una sola delle figlie, entrambi per maltrattamenti ai danni di tutte e due le figlie.

I fatti del processo sono del 2014 e vengono fuori dal confronto di una delle vittime con una maestra di sostegno. Il padre viene accusato di avere strofinato le sue parti intime contro il corpo della ragazzina dopo averla bloccata alle spalle. E poi ci sarebbero i maltrattamenti subiti assieme alla sorella: picchiate, lasciate senza cibo e costrette a fare i lavori domestici.

Nel corso del processo di primo grado emergono il rapporto conflittuale con i genitori, ma anche alcuni atteggiamenti autolesionistici delle minorenni forse spinti dalla “musica satanica” che le ragazze ammettono di ascoltare.

Nei testi delle canzoni si parla proprio del conflitto generazionale genitori-figli, con un chiaro invito alla ribellione. Il racconto delle due vittime viene giudicato non del tutto credibile, probabilmente suggestionato da questi input esterni. Ci sono delle contraddizioni nella ricostruzione degli abusi sessuali. Arriva così l’assoluzione.

La Procura ha fatto ricorso in appello. Le due ragazzine, parte civile con l’assistenza dell’avvocato David Grasso Castagnetta, sono state risentite e hanno ricostruito con precisione quanto sarebbe accaduto. La Corte presieduta da Antonio Napoli le ha condannate, ritenendo credibili il loro racconto e la ricostruzione dell’accusa.


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