Oggi il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, sarà in aula a discutere di sicurezza. Il primo cittadino ha compreso che – percezione o realtà – l’allarme non può essere trascurato e bisogna tentare di porre rimedio, di concerto con le forze dell’ordine.
Ma l’evento segna soprattutto, come abbiamo annotato, un cambio di passo. Lagalla sa che non basta rivendicare il lato oscuro e quotidiano del suo impegnativo lavoro, come ha fatto nell’intervista al nostro giornale. Bisogna comunicare meglio per confermare la credibilità tanto necessaria alla riconferma. Quello che pensano i palermitani conta già ora, però conterà di più con l’approssimarsi delle elezioni comunali del 2027. Una data non così lontana per la politica.
Ecco Ferrandelli…
Nel frattempo, si segnala l’attivismo di un giovane politico di lungo corso. Non passa quasi giorno in cui non sia sui social e sui giornali l’assessore Fabrizio Ferrandelli. E qualcuno, immaginando le trame e i giochi del Palazzo, sta cominciando a osservarlo con attenzione. Potrebbe essere un aspirante-concorrente? Il fuoco amico che colpisce da dove non l’aspetti? Per ora è appena una palpabile suggestione. Ma le voci corrono.
Ferrandelli avrebbe qualche freccia al suo arco, proprio sul versante della comunicazione. Infatti, viene da un’esperienza sia pure lontana, la scuola di Leoluca Orlando, che sta affinando sempre di più, in altre contrade.
I cittadini vogliono le strade senza buche, il marciapiede pulito, ma non hanno mai abbandonato mentalmente il vecchio modello di sindaco-supereroe, fornito di retorica e onnipresente, a prescindere dall’effettiva risoluzione dei problemi.
La ‘lezione di Orlando’
In questo, il SinnacOllanno era un maestro indiscusso, anche nel rovesciare gli argomenti a suo piacimento. Davanti alle domande più spinose, mandava la palla in tribuna con una mirabile suggestione. Ferrandelli è un ex allievo, ormai docente, assai promettente di quella cultura dell’esserci. Oltretutto, ha conoscenza di Palermo e della macchina amministrativa.
Sarebbe pur sempre un candidato dal gusto fortemente civico, non favorito nel caso in cui i partiti del centrodestra volessero tornare a uno schema tradizionale. In questo caso, le eventuali incognite interne per il professore Lagalla potrebbero avere i volti della meloniana Carolina Varchi o del forzista Edy Tamajo che si sta concentrando sulla città, secondo sussurri e ammiccamenti. Al momento, la strada per la candidatura bis dell’attuale inquilino di Palazzo delle Aquile, salvo scossoni, pare comunque incardinata.
Cosa farà il centrosinistra?
E il centrosinistra? I nomi in circolazione ricalcano le indiscrezioni del passato, tra Valentina Chinnici, parlamentare regionale del Pd, e Mariangela Di Gangi, consigliera comunale dello stesso partito. Rappresenterebbero due candidature spendibili, con una buon seguito, in grado di giocarsi la partita.
C’è da attendere lo sbocco dei Cinque Stelle e soprattutto una maggiore capacità di competizione del centrosinistra palermitano. Le disastrose sconfitte del recente passato dovrebbero (forse) rappresentare un avvertimento, se non un monito.
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