PALERMO – Si presentò alla festa di compleanno, da latitante. Giuseppe Auteri, boss di Porta Nuova, sorprese tutti una sera di maggio del 2022. Commozione generale e pure qualche lacrima. Una carrambata ricostruita ex post, uno anno dopo, dai carabinieri ascoltando le parole di Roberta Presti. A Carini si festeggiava il compleanno di suo nipote.
“Ora fa un anno di questi tempi… eravamo al villino che poi c’era il compleanno… ci fece girare a tutti… vediamo come siete vestiti…”, raccontava la donna. “Quella sera manco ho mangiato… papà manco quella sera ha potuto mangiare”, aggiungeva.
“Quella sera era così siddiato (triste ndr) perché ci vide a tutti così impostati… venne di domenica l’anno scorso… ci fece quasi piangere a tutti… si emozionò“. Gli pesava quella vita in fuga.
La latitanza di Auteri iniziò il 16 settembre 2021, quando i carabinieri andarono a notificargli la cessazione della esecuzione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Palermo. Da quel momento Auteri non fece più rientro a casa, interrompendo i contatti anche con i familiari.
Lo hanno arrestato lo scorso marzo nel modesto covo di via Giuseppe Recupero, nella zona di via Oreto, seguendo proprio Roberta Presti, moglie di Francesco Arcuri, boss di Borgo Vecchio che sta scontando 24 anni di carcere per l’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà. Auteri e Arcuri sono grandi amici e il primo si è impegnato, una volta che sarebbe diventato reggente del mandamento, a sostenere la sua famiglia.
Presti (convolta nel blitz delle scorse settimane, si trova agli arresti domiciliari) per parlare con Auteri usava un criptofonino con scadenza periodica dell’abbonamento e l’impostazione “a tempo” delle chat.
I carabinieri, delegati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, analizzando una montagna di tabulati telefonici e telematici hanno individuato un iPhone spesso localizzato vicino alla casa di Presti. Ed ecco la scoperta: la donna usava la piattaforma di messaggistica criptata nota con il nome di “No.1BC”. Da qui sono arrivati nella casa di via Recupero dove si era registrata una anomala impennata di consumi di energia elettrica nonostante l’immobile sembrasse disabitato (neppure le serrande venivano alzate).
Auteri era guardingo, ma quella sera di maggio fece uno strappo alla regola della riservatezza. Si presentò nel villino di Carini tra la commozione generale.

