Gandolfo Librizzi, il sindaco di Polizzi Generosa, è stato in ospedale, adesso è a casa. Un ginocchio ha ceduto, dopo una caduta, mentre cercava di spegnere il grande incendio che ha stretto d’assedio la sua cittadina, gioiello delle Madonie. (nella foto il denso fumo)
“Non dovrebbe esserci niente di rotto, ma non è questa la cosa importante. In questo momento – dice a LiveSicilia.it – la situazione sembra sotto controllo. Per quello che ho visto io la catena e i mezzi di soccorso hanno funzionato. Sono state ore drammatiche. Ed è stato terribile vedere la gente in fuga, che piangeva e che si disperava, che cercava aiuto”.
“La prima casa evacuata è stata la mia – continua Librizzi -. Non mi ero accorto di niente. Siamo scappati. Di sera, sono stato intervistato al telegiornale e pareva tutto tranquillo. Poi le fiamme hanno ripreso vigore. Fino all’alba abbiamo lavorato e mi sono infortunato. Viviamo momenti di apprensione, speriamo che non ci siano altre emergenze”.

Sindaci in prima linea
I sindaci sono in prima linea sul territorio devastato. Non soltanto come capi di una amministrazione. Fanno i vigili del fuoco, i volontari della Protezione Civile, i soccorritori. Scendono in campo con i loro concittadini, quando tutta la comunità si mobilita. Il presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello, ha espresso forte solidarietà, in un post su Facebook. L’arcivescovo Lorefice andrà nei luoghi martoriati.
“Ieri è stata una giornata drammatica, una delle giornate più buie e dolorose della nostra millenaria storia. Il fuoco ha avvolto tutta la nostra cittadina in più punti. Stava per invadere le case e siamo stati costretti allo sgombero di tanti nostri compaesani. Viviamo un momento di trepidante attesa per il giovane che si trova in rianimazione. Una mano barbara e irresponsabile ha appiccato il fuoco, più di 600 ettari bruciati. Io spero che i nostri legislatori facciano norme sempre più stringenti”. Lo ha detto all’Ansa il sindaco di Ciminna Vito Filippo Barone, annunciando che “stiamo proponendo la richiesta di stato di emergenza e di calamità alle autorità regionali”.
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“La presenza delle istituzioni è stata veramente scarsa – aggiunge Barone -. Pochi mezzi messi a disposizione. Un volo soltanto di canadair e di elicotteri, nonostante i ripetuti appelli nei confronti di tutti i settori responsabili”. Una cosa che “lascia l’amaro in bocca, una sconfitta per lo Stato e per tutti noi”.

Le condizioni del giovane ustionato
Restano gravi le condizioni di Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni rimasto ustionato nel rogo di Ciminna. Salvatore ha cercato di proteggere la propria campagna, ma è stato sopraffatto dalle fiamme. Sono ore di paura, attesa e preghiere.




