PALERMO – Le urne si apriranno solo nel 2027, ma la politica palermitana è già in fermento. Mancano meno di due anni alla prossima tornata elettorale che coinvolgerà nell’arco di qualche mese Comune, Regione e Governo e i partiti hanno iniziato a ragionare di liste e candidati.
Un attivismo che ha inevitabili refluenze anche sul consiglio comunale dove si segnalano importanti movimenti, oltre a palpabili tensioni.
Progetto civico
La nomina di Carmelo Miceli a coordinatore regionale di Progetto civico Italia segna l’ingresso a Sala Martorana del movimento che fa capo ad Alessandro Onorato, assessore di Roma che ha creato una rete con i sindaci di grandi realtà come Genova e Napoli.
Miceli rimarrà al Misto e avrebbe bisogno di almeno un altro consigliere per creare un gruppo. Gli occhi sono puntati su Oso, ufficialmente invitato a sposare il progetto, ma anche su altri consiglieri di centrosinistra in cerca di una casa politica.
Un contenitore che, assicurano i promotori, non sarà una scalata al Pd, né prevede fusioni tra soggetti che manterranno la propria individualità. E’ il caso di Controcorrente di Ismaele La Vardera, tra i fondatori nazionali di Pci, che ha annoverato tra i suoi anche l’ex consigliere Igor Gelarda.
Il ritorno di Scoma
I maggiori movimenti si registrano però nel centrodestra. Il presidente di Amg, Francesco Scoma, ha lasciato la Lega ed è tornato in Forza Italia: una mossa che ha indispettito i salviniani, che hanno perso la partecipata di riferimento, ma che possono consolarsi con l’arrivo di qualche settimana fa del vicepresidente del consiglio Pino Mancuso, sottratto a Noi Moderati.
Gli azzurri ieri hanno avuto un incontro con il sindaco Roberto Lagalla per rinsaldare l’asse col primo cittadino, ma non è un mistero che in casa forzista coabitino (spesso non pacificamente) più anime.
I malumori in Fdi
Acque agitate anche tra i meloniani che hanno disertato la seduta d’Aula, poi chiusa per la mancanza dei presidenti delle aziende. Le opposizioni hanno colto la palla al balzo per sottolineare le assenze dei Fratelli d’Italia e il risultato è stato uno slittamento del consolidato, la cui approvazione avrebbe sbloccato l’assunzione dei vigili urbani tanto cara al primo cittadino.
Le voci di corridoio raccontano che la mancata nomina del direttore generale di Amg abbia scatenato una vera e propria guerra dentro un partito che a Palermo ha sempre fatto registrare una certa vivacità interna. Il punto è che la concorrenza tra le varie anime in Fdi starebbe ormai raggiungendo i livelli di guardia.
La lista di Grande Sicilia
A completare il quadro ci hanno pensato il sindaco Lagalla, Gianfranco Micciché e Raffaele Lombardo che hanno riunito a Palermo i riferimenti di Grande Sicilia.
L’obiettivo è presentare una lista alle prossime Regionali e la presenza di sindaci, assessori e consiglieri di mezza provincia, da Bagheria a Partinico, oltre al neo acquisto Rosi Pennino, avrebbe rincuorato anche i più dubbiosi, anche se si segnala l’assenza del consigliere Ottavio Zacco, recordman di voti.
Un centrodestra in cui potrebbe fare capolino anche Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord ha pubblicato un paio di post su Facebook e fatto intendere di voler presentare una lista nel capoluogo, puntando su una donna.

