Palermo, l’addio di Sorrentino: | “La mia è una scelta di vita”

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19 Maggio 2016, 13:53

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PALERMO – L’ennesimo capitano che lascia senza contratto. Stefano Sorrentino allunga la lista già composta dai vari Eugenio Corini, Fabrizio Miccoli e l’ultimo di tutti, ovvero Edgar Barreto. Anche il portiere della promozione e delle ultime due salvezze saluta senza rinnovare e lo annuncia con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue: “Ho deciso di non rinnovare il contratto, i motivi sono tanti”. Il principale, come sempre ammesso, è di natura familiare: “Dopo tanto tempo lontano dalla famiglia, ho deciso di tornare a casa. Le mie figlie crescono e hanno bisogno del papà il più vicino possibile”. Un secco no all’offerta presentata dal presidente Zamparini, dunque, al quale vanno comunque i ringraziamenti dell’ormai ex portiere rosanero: “Ringrazio il presidente per l’offerta che ha fatto e per avermi portato qui, oltre che per avermi dato la fascia da capitano. Se avessi scelto i soldi, sarei andato in America”.

I rapporti con Zamparini, però, non sono certo stati lineari. Inutile negare come tra i due, più nel passato che nel presente, ci siano state frizioni. Problemi che non si sono ripercossi sulle trattative per il rinnovo, di fatto mai decollate: “L’ultimo colloquio è stato fatto a gennaio – ammette Sorrentino -. Se ci fossimo salvati prima, probabilmente, ne avremmo avuti altri. Anche per la situazione della squadra, non c’è stata occasione per tornare a parlare”. Inoltre, ad aver frenato il capitano, sono sopraggiunti i progetti che la società aveva in mente sulla sua figura: “Non mi sento pronto per fare la chioccia – ribadisce per l’ennesima volta Sorrentino -. A Posavec e Alastra auguro una carriera migliore della mia, ma se dovessi trovarmi a fare da chioccia, allora preferisco smettere. I giovani prima o poi devono giocare”. E a chi dei due si ritroverà ad ereditare il suo posto tra i pali, Sorrentino manda un augurio e un avvertimento: “Non sarà facile. Se sono il portiere del Palermo con più presenze in Serie A qualcosa vorrà dire. C’è però un’arma in più che è Vincenzo Sicignano”.

Già, Sicignano. Da bandiera di un Palermo che fu a valore aggiunto del Palermo che resta. Ne è convinto Sorrentino, che infatti lo pone in cima alla lista dei suoi ringraziamenti: “Volevo ringraziare Vitiello, Gilardino, Maresca, Rispoli, Goldaniga e tanti di loro. Edoardo, per dire, chiama la mia compagna “zia”. Poi anche con Cristante, Vazquez e tanti altri. A me hanno dato tanto, sono stati la mia forza, così come i magazzinieri, i massaggiatori e i dottori. Anche il direttore Baccin, Porchia e Bosi che hanno fatto parte di noi, c’è anche Cracolici, ma soprattutto Vincenzo Sicignano. Mi ha dato tanto, per scherzare gli dico sempre che è la leggenda qui a Palermo. Spero di essere arrivato ai suoi livelli. Spero di essere stato all’altezza delle aspettative dei tifosi, spero che siano orgogliosi di aver avuto Sorrentino nel Palermo e da capitano”.

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Ai tifosi, poi, va una dedica particolare, come quella che tutto il “Barbera” ha tributato al Palermo nell’ultima giornata di campionato: “Qualcosa di incredibile, più bella e sentita della promozione. Non ho mai pianto in pubblico, purtroppo l’altra sera non riuscivo a fermarmi. Non riuscivo ad andare via dal mio stadio. I trentacinquemila che cantano il mio nome resteranno dentro di me, li porterò sempre nel cuore. Però è giusto chiudere adesso, nel miglior modo possibile”. E i ricordi che resteranno dentro di questi tre anni e mezzo sono tanti, proprio a partire da questa stagione travagliata: “La parata più bella di quest’anno è stata col Frosinone, a dieci minuti dalla fine su Paganini. Quella parata è un 70% della salvezza. Se avessimo pareggiato a Frosinone, saremmo retrocessi mentalmente. Non avremmo avuto la forza per battere la Sampdoria. Poi l’abbraccio con Sicignano a Verona. Alla fine siamo stati dei vincenti”.

Si passa poi al tasto più dolente, quello legato al suo screzio con Davide Ballardini. Un momento di tensione totale, nel quale però entrambi hanno dimostrato maturità e professionalità nel lasciarsi tutto alle spalle: “Ha radunato me e tutti gli italiani chiedendoci scusa. Era stato influenzato da determinate cose ed era convinto che noi italiani non lo accettassimo. Nel momento in cui abbiamo chiarito col mister cosa è accaduto, è chiaro che siano arrivati i risultati”. Una gran fetta del merito, però, va anche a Gianni Di Marzio: “Credo sia stato fondamentale. Nessuno può dubitare che senza di lui saremmo retrocessi”.

Il saluto migliore, per Sorrentino, che ora torna da dov’era venuto: “Ho l’accordo col Chievo – ammette il portiere – ma non ho ancora firmato. Non sono neanche andato a Verona. Ai tempi c’era stata una rottura, ma non ebbi discussioni con Campedelli, col quale ci siamo chiariti anni fa. Appena ho preso la decisione di non rinnovare col Palermo, la prima scelta è caduto sul Chievo. Un posto che conosco, con un presidente che merita un riconoscimento importante. Non mi era piaciuto lasciare in quel modo, è come se gli stessi chiedendo scusa”. Con questo addio, però, Sorrentino ha una certezza: “Nel mio cuore c’erano Torino e Chievo, ora una gran fetta è anche per Palermo. Non credevo nemmeno di durare così tanto quando sono arrivato”.

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19 Maggio 2016, 13:53

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