Palermo, Lucioni: "Dobbiamo costruire una mentalità vincente"

Palermo, Lucioni: “Dobbiamo costruire una mentalità vincente”

Le prime parole del nuovo difensore rosanero arrivato dopo l'esaltante promozione con la maglia del Frosinone

PALERMO – Tempo di presentazioni in casa Palermo dopo l’inizio della preparazione estiva in Trentino. Il primo innesto del calciomercato rosanero Fabio Lucioni si è presentato in conferenza stampa dal ritiro di Ronzone, mostrando sin da subito l’intenzione di trasmettere le sue conoscenze per riportare i rosa in Serie A.

“L’obiettivo è di essere ambiziosi in una società che ha iniziato a spianare la strada secondo me già da un paio d’anni. Bisogna essere uniti e dare il massimo quotidianamente, se vogliamo raggiungere degli obiettivi importanti non dobbiamo solo basarci sulle chiacchiere ma fare i fatti e pedalare forte. La trattativa è stata semplice, a Frosinone non c’era più la possibilità e la volontà di proseguire un percorso. Con il mister avevamo un buon rapporto già da Lecce, è bastata una telefonata per dire sì”.

VINCERE E RESPONSABILITA’

Nel corso della conferenza stampa, il difensore rosanero ha parlato di cosa vuol dire vincere la Serie B: “Vincere non è mai semplice, se pensiamo che basta dirlo abbiamo già sbagliato tutto. Dobbiamo fare quadrato su quelli che sono gli intenti dell’allenatore, dobbiamo ascoltare e concentrarci sulle sue direttive, mettere in atto i meccanismi e dare il massimo. In una piazza così importante, con tanti tifosi che saranno un grande valore aggiunto, sarà tutto più semplice”.

“Si vince percorrendo un percorso tutti insieme – continua Lucioni – cercando di alzare l’asticella quotidianamente, cercando di perdere meno duelli possibili il sabato ma secondo me si vince dentro a quelle quattro mura che per me sono sacre cioè lo spogliatoio. Bisogna acquisire una mentalità vincente che non vuol dire vincere tutte le partite ma anche perdere ma essere consapevoli di aver dato tutto, se non hai nulla da recriminarti significa che stai un bel pezzo avanti, questo gruppo sta nascendo in questi giorni e dobbiamo essere bravi a seguire il mister e costruire una mentalità vincente, per farlo dobbiamo essere tutti pronti a remare dalla stessa parte”.

Arrivato come giocatore navigato e un riferimento assoluto per la categoria, Lucioni ha parlato delle responsabilità che vuole assumersi dall’alto della sua lunga carriera: “Arrivato quasi a 36 anni è giusto prendersi qualche responsabilità in più. Con delle partite alle spalle cerchi di dare quei consigli magari ai più giovani per farli trovare subito pronti. Questo campionato non ti aspetta, o ti fai trovare pronto o ti si mangia. L’anno scorso squadre costruite per fare i play-off sono addirittura retrocesse, questo vuol dire che bisogna farsi trovare pronti. Quando giocheranno contro il Palermo tutti metteranno qualcosa in più, se non saremo pronti a questo ci faremo male”.

BARBERA, CORINI E DI MARIANO

Il neo-difensore rosanero si è soffermato anche sul Barbera e sul tifo rosanero, affrontato da avversario soprattutto nella passata stagione con la maglia dei rivali del Frosinone: “Entrare in un Barbera stracolmo è un vantaggio per noi e deve diventare uno svantaggio per gli altri, è normale però che per riempirlo ci vogliono tanti abbonati ma anche tanto amore per questa squadra. Siamo noi a dover fare innamorare la gente con prestazioni, atteggiamenti, corsa, dedizione e attaccamento alla maglia, sono queste le ricette per far sì che possa essere un anno di grandi soddisfazioni e mi auguro che possiamo riportare tutti insieme il Palermo dove merita”.

“Quando ho visto il suo nome al telefono avevo già intuito – ha continuato in merito al suo rapporto con il tecnico Corini – probabilmente ho un conto in sospeso con lui a livello morale perché quell’anno a Lecce non è andata come sarebbe dovuta andare quindi speso di ripagare questo piccolo debito nei suoi confronti. L’ho trovato molto carico e lo porta ancor di più a trasmetterci quella voglia di portare questo Palermo dove deve arrivare”.

Tra i nuovi compagni Lucioni ritrova anche Francesco Di Mariano, con il quale si è tolto non poche soddisfazioni vestendo la maglia del Lecce: “Conoscevo bene Di Mariano perché abbiamo avuto un anno molto bello insieme a Lecce, mi ha dipinto una città fantastica e un tifo splendido ma quello, nella storicità di questa piazza, già lo conoscevo. Mi ha descritto un gruppo che ha voglia, l’ho trovato voglioso di fare le cose fatte bene”.

LUCIONI, SERIE A E BUTTARO

Lucioni si è poi soffermato sulla scelta di sposare la causa del Palermo, illustrando cosa vuole portare di suo all’interno della compagine rosanero: “Lucioni porta l’aver sposato un progetto, senza ambizioni non si può andare avanti. Alla soglia dei 36 anni scegliere Palermo è stato un po’ ricominciare, sposare la causa di una piazza così importante e una città così ambiziosa o lo fai con l’entusiasmo di un ragazzino o rischi di prendere trambate tra i denti. Appena è arrivata la telefonata non ci ho pensato due volte, l’ambizione di dover ridimostrare ancora una volta di poter essere competitivo ti mantiene quella gioventù mentale e fisica per cercare di dare qualcosa di importante come l’esperienza”.

“A livello tattico mi rimetto al credo dell’allenatore – prosegue il difensore – mi metto a completa disposizione. Il sogno di tutti i calciatori è quello di giocare in Serie A, nonostante la mia età avanzata l’ambizione sarebbe quella di giocare nella massima serie”.

Non sono mancati, già in questi primi giorni di ritiro, i consigli ai più giovani come nel caso di Buttaro: “Con Buttaro abbiamo parlato a livello di intesa, essendo un terzino destro e stando molto vicini cerchiamo di avere un’intesa già dai primi periodi. Posso dirgli solo di essere intraprendente e di sfruttare le sue qualità senza avere remore. Far parte di questa società, una delle più importanti a livello mondiale, è un orgoglio e dobbiamo cercare di portare in alto questa maglia per ricambiare gli sforzi che fanno per farci pensare solo al campo senza distrazioni”.

INSIGNE, EQUILIBRIO E CHI TEMERE

Lucioni, a chiusura di conferenza, ha parlato anche del suo ex compagno a Frosinone Roberto Insigne che si può virtualmente ritenere il prossimo innesto del Palermo: “Insigne l’ho sentito ed è carico di poter far parte di questo gruppo, mi auguro che le trattative si chiudano presto per far sì di creare quella coesione e quel gruppo forte che deve portarci fino in fondo. A livello tecnico può spostare l’equilibrio delle gare, ha dimostrato qualità importanti per la categoria e sarei contentissimo se arrivasse. Calendario? Prima o poi dobbiamo incontrarle tutte, dobbiamo farci trovare subito pronti a livello fisico e mentale”.

“Con la parola vincere si racchiudono tanti aspetti – continua – non è mai semplice farlo e non lo è stato dalla C alla B in questa piazza. Quando si è un po’ più abituati a giocare partite importanti e a stare in alto in classifica bisogna sempre mantenere quell’equilibrio e quella forza mentale per non perdere ciò che hai guadagnato. Dobbiamo trasmettere ai giovani la tranquillità anche di sbagliare in qualche situazione ma devono subito adeguarsi alla mentalità vincente di cui parlavo prima. Non possiamo permetterci di essere altalenanti, dobbiamo mantenere l’equilibrio giusto per andare fino in fondo”.

L’esperto difensore rosa ha infine concluso parlando della squadra da temere in questo lungo e complicato campionato di Serie B: “Quale squadra temo di più? Temo di più il Palermo perché il destino deve essere nelle nostre mani. Data la squadra che si sta costruendo e la bellezza della città e del tifo non possiamo prescindere da alcuni aspetti, dobbiamo temere solo noi stessi”.

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