Palermo, Orlando: "Salvataggio in mare non è crimine"

Palermo, Orlando: “Salvataggio in mare non è crimine”

Orlando
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Commenti

    Anche speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non lo è ? Allora vuol dire che non era vero che ciò è accaduto. Delle due cose o l’una o l’altra!!

    D’altronde non poteva andare diversamente! Mi sarei stupito del contrario!

    Orlando ma vai a ffa…..lo

    Dovrebbe essere reato invece come ha amminastrato Palermo,sopratutto la vergognosa vicenda del cimitero dei Rotoli che la magistratura ignora.

    Questa è una cosa che non si comprende! Come mai nessuna Istituzione chiede contezza in maniera ufficiale e pubblica all’amministrazione comunale sui fatti incresciosi ed indegni del cimitero comunale dei Rotoli?

    Dovrebbe essere reato invece come ha amminastrato Palermo,sopratutto la vergognosa vicenda del cimitero dei Rotoli che la magistratura continua ad ignorare!

    Ma come la città va in malora (vedi ponte corleone) e lui il Sindaco difende un personaggio che è poco difendibile. Caro Sindaco non è il caso che tu vada in pensione (per usare un termine civile).Questo suo Pseudo buonismo nei confronti degli immigrati lo rivolga hai Palermitani bisognosi.

    Ci sarebbero mille modi di attaccarti, volevo soltanto dire che ” non e’ reato salvare le vite umane ” e sono d’accordo quando tu Orlando accogli in citta’ i migranti devi dargli una casa e almeno €. 800 al mese per alimentarsi etc etc .Se vuoi essere bravo puoi dare i tuoi averi le tue case e il tuo stipendio ,non facendo cosi’ i migranti ce li ritroviamo sotto casa a derubarci possono diventare spacciatori posteggiatori abusivi le donne prostitute etc etc.
    Sono convinto che a te dei migranti non interessa nulla.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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