PALERMO – “Sono certo che tutto possa essere chiarito”, spiega Giuseppe Piraino. Lo raggiungiamo al telefono mentre i finanzieri stanno completando il lavoro di notifica del provvedimento di sequestro. Piraino è indagato per una presunta truffa sui bonus facciata.
Secondo l’accusa, avrebbe accumulato crediti di imposta, monetizzati o ceduti a terzi, non dovuti per milioni di euro. “Una cosa voglio dire con forza sin da subito – dice Piraino – non ho usufruito dei crediti per fare bella vita o spenderli in nostri averi o possessi immobiliari. Sono anni che urlo che il sistema dei bonus ha avvantaggiato chi fa affari illeciti e ha stritolato gli operatori onesti, la gente come me che lavora. Ci abbiamo rimesso valanghe di soldi”.
“Sui cantieri non completati abbiamo salvato il salvabile con l’aiuto dei condomini – prosegue – dando i crediti ad altre imprese che potevano finire i lavori. Era un’indagine partita tre anni fa e a proposito della quale avevo fatto presente le difficoltà di vendita dei crediti e il numero considerevole di cantieri fermi bloccati per l’impossibilità di vendere o cedere i crediti. Il sequestro di 3,5 milioni di euro di cui si parla – aggiunge – non riguarda soldi contanti o depositati ma crediti fiscali che sono a disposizione delle imprese o dei committenti che devono finire i lavori”.
“Sono tranquillo, se ho fatto degli errori mi rimetto alla giustizia in cui ho piena fiducia sempre, nel bene e nel male – conclude Piraino -. Dimostreremo la nostra buona fede assoluta, non ho paura perché ho la coscienza pulita”.

