CATANIA – Panchine rosse anche a Catania, come ennesimo messaggio contro la violenza sulle donne: lo ha deciso il consiglio della V Circoscrizione, su proposta della vice presidente Maria Grazia Felicioli. L’iniziativa –che peraltro non comporterà alcun onere di spesa- partirà dal ripristino di panchine già esistenti, iniziando da alcune piazze già individuate. “Il fenomeno del femminicidio è un problema di natura culturale, politica e strutturale, sul quale è opportuno attuare misure ed azioni (…) dal sociale alla scuola, dalla sicurezza alle campagne di informazione e sensibilizzazione a partire dalle più giovani generazioni”, così riporta la mozione di consiglio, approvata all’unanimità.
Risulta in corso anche ad Acicastello una simile disposizione. Dall’inizio dell’anno le panchine rosse, volute dalle amministrazioni locali partendo dalla provincia di Torino, si sono diffuse dal nord Italia in gran parte della penisola; l’idea si riconnette alle installazioni dell’artista messicana Elina Chauvet che, già nel 2009, ha utilizzato decine e poi centinaia di scarpe rosse come simbolo delle donne oltraggiate e uccise in tutto il mondo (70 ne risultano, in Italia, solo negli ultimi dieci mesi). Non sono mancate, in merito, le polemiche: più di un esponente politico ha infatti definito inutile un gesto simile, giudicato come l’ennesimo spunto per ottenere consensi elettorali; altrove, tuttavia, la realizzazione ha invece coinvolto artisti, studenti e scrittori. Fuori dalla “militanza” più o meno politica dell’azione, sembra dunque in corso un movimento soprattutto culturale, che anche al Sud potrebbe ottenere risultati concreti.

