La frana che ha interessato Niscemi, in provincia di Caltanissetta, non rappresenta un episodio del tutto inatteso. L’evento si inserisce infatti in un quadro già noto agli esperti, determinato dall’interazione tra condizioni geologiche fragili, precipitazioni intense e fattori tipici di ampie aree della Sicilia centro-meridionale.
Il movimento franoso, innescato dalle piogge abbondanti associate al ciclone Harry, ha interessato il margine del centro abitato, provocando danni rilevanti a infrastrutture e abitazioni. In alcune zone il terreno ha ceduto trascinando con sé strade e fabbricati e alimentando il timore di un progressivo arretramento dell’area urbana. A spiegare la dinamica del fenomeno è il sito Geopop, che ha ricostruito le cause e le caratteristiche tecniche della frana di Niscemi.
Perchè Niscemi sta crollando, l’origine della frana
Secondo le analisi, si tratta di una frana a scorrimento. Il fenomeno è stato causato da una rottura profonda all’interno del versante, che ha separato due livelli rocciosi. Lo strato superiore ha iniziato a muoversi scivolando su quello inferiore, spinto dal peso dell’acqua accumulata nel sottosuolo dopo giorni di piogge intense. L’acqua, infiltrandosi nel terreno fino a raggiungere uno strato argilloso, ha ridotto l’attrito tra i due strati, facilitando lo scivolamento.
Terreni argillosi e fragilità naturale
Le argille, caratterizzate da una scarsa permeabilità, impediscono il deflusso dell’acqua verso il basso, determinandone l’accumulo. In questo modo si crea una superficie di scorrimento che riduce l’attrito tra gli strati sovrastanti e quelli più profondi.
Allo stesso tempo, l’acqua trattenuta sopra il livello argilloso aumenta il peso complessivo delle masse di terreno e di roccia poste più in alto. Il risultato è un equilibrio sempre più instabile e un volume di terra progressivamente più pesante che poggia su una base resa scivolosa dalla saturazione idrica. Condizioni che favoriscono l’attivazione di una frana a scorrimento.
Tempi lunghi ma pericolo elevato
A differenza delle frane da crollo o delle colate rapide di fango, che possono svilupparsi in pochi istanti, le frane a scorrimento hanno tempi più lunghi. Nel caso di Niscemi, il movimento principale si è sviluppato nell’arco di alcune ore con un abbassamento di circa 20 metri, ma il processo potrebbe non essersi ancora concluso.
Questo tipo di fenomeno può infatti protrarsi nel tempo, anche per mesi o anni, senza per questo risultare meno pericoloso. La velocità di avanzamento dipende da diversi fattori, tra cui l’inclinazione del versante, il grado di saturazione del terreno, la natura dei materiali coinvolti e infine il volume complessivo della frana, dal momento che eventi di grandi dimensioni – come quello registrato a Niscemi, – risultano generalmente più lenti rispetto a dissesti di scala ridotta.

