PALERMO– Egitto e Iran sono i due paesi del Medio Oriente su cui lo sguardo del pubblico e della giuria della decima edizione del Sole Luna Doc Film Festival si è concentrato, due realtà geopolitiche e culturali a cui il Festival ha dato spazio fin dalla fase di selezione, tre opere in particolare mostravano già a un primo sguardo un potenziale espressivo assai forte, che non poteva essere ignorato. La autorevole giuria internazionale, presieduta da Gianni Massironi, sociologo e poi regista e produttore di cinema (che a Palermo è stato chiamato anche a raccontare la sua amicizia e collaborazione di una vita con Michelangelo Antonioni e a curare il tributo di immagini e parole al maestro ferrarese), e completata dal curatore cinematografico e artista Matthias Brunner, dalla regista e fotografa tedesca Eibe Maleen Krebs, dalla spagnola Lupe Pérez García e dal palermitano Giovanni Massa, già direttore in passato del Sole Luna Doc Film Festival, non ha avuto dubbi nel riconoscere all’unanimità il valore massimo di un’opera come “Those Who Said No” di produzione franco-iraniana firmata dal reporter e documentarista Nima Sarvestani.
Con una narrazione che ricorda i tempi e la suspense dell’inchiesta giornalistica, con un registro che trova il giusto equilibrio tra sobrietà e partecipata commozione, l’autore ricostruisce il dramma di coloro che sono sopravvissuti ai crimini compiuti dal regime iraniano tenuti segreti per più di 25 anni. Uomini e donne, chiamati a testimoniare nel 2013 di fronte a un tribunale internazionale, l’Iran Tribunal, convocato presso la Corte di Giustizia dell’Aia, tentato di cambiare il verso della storia, restituendo al presente la propria storia e il proprio diritto alla giustizia. E l’Iran, l’antica Persia, patria di una della più antiche civiltà del mondo, terra di poesia e di poeti, terra di una rivoluzione che non ha avuto eguali e la cui eco si avverte ancora a distanza d’oltre 30 anni, è al centro di un’altra opera vincitrice al Sole Luna Doc Film Festival: “I comme Iran” della regista Sanaz Azari (ospite a Palermo), un’insolita, intensa lezione di lingua, cultura e vita. Una giovane donna, la regista, di cui si scorgono solo le mani attraversare di tanto in tanto lo schermo, scopre il farsi, sua lingua madre, e il peso di ogni parola, dialogando con un maestro che usa un libro di testo risalente alla rivoluzione islamica per parlare di un paese e del suo popolo. La diade tra i due scatena un collage poetico e visivo che attraversa il tempo e che il tempo racconta, capace di generare e suggerire nuovi significati per le parole rivoluzione, libertà e dignità.
A quest’opera è stato assegnato il Sole Luna Award, riconoscimento dedicato con delicata commozione alla memoria di Rubino Rubini, artista, regista, innovatore dell’immagine che insieme a Lucia Gotti Venturato ha creato 10 anni fa il festival Sole Luna. Un altro paese, l’Egitto, è al centro dell’opera vincitrice del premio per la migliore regia. La voce libera di un paese che vanta una eredità culturale ricchissima e su cui puntano i riflettori dei media internazionali mai come in questi giorni, è al centro del tedesco “The free voice of Egypt” di Konstanze Burkard. Presentato in anteprima al Sole Luca Doc Film Festival, il film è il ritratto cinematografico di Nawal al Sa’dawi, una delle personalità più importanti del movimento di emancipazione delle donne, scrittrice, psichiatra, con una vita che abbraccia più di otto decenni di storia egiziana contemporanea. Attraverso il suo sguardo, i filmati di repertorio, la cronaca delle richieste non negoziabili avanzate con una rara determinazione a favore delle donne egiziane, indipendentemente da come si chiami il potente di turno, prende forma con “The Free voice of Egypt” un nuovo manifesto del coraggio che, si legge nella motivazione al premio della giuria, “incoraggia gli uomini a lottare per i loro diritti e lottare per un mondo migliore”.
La cerimonia di premiazione della decima edizione del Sole Luna Doc Film Festival di Palermo (6-12 luglio 2015) si è svolta domenica 12 luglio presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo alla presenza del sindaco della città Leoluca Orlando, della presidente di Sole Luna Lucia Gotti Venturato, dei direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, del direttore scientifico del Festival, Gabriella D’Agostino, della giuria internazionale. La chiusura in bellezza si è completata grazie al live acustico “Il viaggio di Giuseppantonio da Napoli a Marsiglia” (reso possibile dalla collaborazione con Poste Italiane) con musiche inedite e parole del virtuoso dell’organetto Ambrogio Sparagna, per uno spettacolo coinvolgente che ha esplorato la tradizione musicale italiana con serenate, ballate, ninne nanne e tarantelle d’amore dai ritmi coinvolgenti. Il festival, che ha ricevuto dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella una medaglia che premia l’impegno lungo 10 anni per il dialogo e il confronto tra le culture, è stato organizzato dall’associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture col sostegno di Regione Sicilia, Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo (attraverso l’Accordo di Programma Quadro per lo sviluppo dell’audiovisivo in Sicilia, progetto Sensi Contemporanei, tra la Direzione Cinema del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, l’Agenzia per la Coesione Territoriale e la Film Commission Siciliana), sotto l’egida delle Nazioni Unite, col patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di AGcom, del Comune di Palermo e delle Università degli Studi di Palermo, di Padova, Ca’ Foscari e IUAV di Venezia.
Tutti i premi assegnati sono su www.solelunadoc.org, sulla pagina Facebook dedicata, seguendo l’hashtag #soleluna2015. (Manuela Morana)

