PALERMO – Accuse, veleni, ma anche tante domande senza risposta. Il Piano Giovani in dieci flashback che lasciano aperta la porta a quesiti che generano sospetti. Li riassumiamo in dieci punti.
1) La Regione Sicilia ha affidato direttamente ad una società genovese, la Ett, servizi per quasi un milione di euro. Perchè non è stato fatto un bando ad evidenza pubblica per selezionare le eventuali offerte di altre aziende?
2) Italia Lavoro, per difendersi dal fallimentare risultato del Piano Giovani, ha spiegato di “non avere alcuna responsabilità nel malfunzionamento dell’infrastruttura tecnologica gestita da un soggetto tecnico (la Ett appunto, ndr) scelto dagli uffici della Regione Siciliana” (nota di Italia Lavoro del 9 agosto). E si torna alla domanda precedente: chi ha scelto Ett? E perché?
3) La Ett per giustificare il flop del click day ha fatto sapere di avere denunciato alla Polizia Postale “il tentativo estremo di forzare il portale”.L’amministrazione ha copia di questa denuncia? E gli inquirenti hanno confermato o no questa versione?
4) La Regione ha poi stanziato 5 milioni di euro destinati a Italia Lavoro per gestire le attività del Piano Giovani. A cosa sono serviti questi soldi? E come sono stati spesi?
5) Perchè la Corsello – lo dice lei stessa nella nota del 19 agosto – nonostante Italia Lavoro comunicò di “non disporre di infrastruttura informatica idonea a gestire la procedura del Click Day” decise di proseguire nell’affidamento alla società e non revocò già allora il contratto da 5 milioni? Qualcuno le disse di andare avanti o fu una sua autonoma decisione?
6) Nei 5 milioni previsti per Italia Lavoro erano stanziate anche le somme per i 31 esperti che avrebbero dovuto prendere servizio a fine mese? E che fine faranno adesso queste assunzioni? Saranno revocate come il contratto?
7) Il marito di Anna Rosa Corsello, nell’accorata difesa affidata ad una nota del 18 agosto, scrive: “Basta con gli attacchi a mia moglie. I fatti gravi sono altrove”. A cosa o a chi si riferisce? E perchè la moglie non spiega quali sarebbero questi fatti gravi?
8) L’amministratore di Sicilia e Servizi Antonio Ingroia, nella sua replica alla Corsello datata 18 agosto, rivela che secondo lui il progetto del Click Day “era sbagliato e destinato al fallimento”. Perché nessuno dell’amministrazione – Crocetta e Scilabra su tutti – non hanno interpellato anticipatamente l’ex pm a capo di una società diventata nuovamente strategica per gestire i servizi informatici della Regione?
9) La Corsello, il 18 agosto, ha pubblicato sul sito del Dipartimento il nuovo bando del Piano Giovani che prevede uno stanziamento di 75 milioni e 20.000 tirocini. Gli assessori Scilabra e Bruno in una nota congiunta giurano che di questo piano non sapevano nulla. “Ne abbiamo avuto notizia solo sul sito”. Il presidente Crocetta, però, rompendo il silenzio ferragostano, ammette “di aver discusso di questo piano con la dirigente Corsello”. E capogruppo e vice di Forza Italia, Marco Falcone e Vincenzo Figuccia, si dicono pronti a dimostrare “carte alla mano” che la Scilabra era stata messa a conoscenza dell’ulteriore avviso. Chi dice bugie? La Scilabra sapeva o no dell’iniziativa della Corsello?
10) Se il 5 agosto scorso il Click Day non fosse miseramente fallito, tutte le anomalie di questa vicenda sarebbero mai venute alla luce?

