CATANIA – Problemi con la definizione dell’area del porto. “Impatti ambientali molto importanti, previsioni di traffico azzardate, la presenza di alternative migliori”. Sono alcuni dei punti del Piano regolatore portuale di Catania su cui l’associazione Volere la Luna ha sollevato diversi dubbi.
Le osservazioni di Volere la Luna sono contenute in un documento inviato al Ministero per l’ambiente. L’ambito è quello della procedura di Valutazione ambientale strategica, che prevede l’intervento dei cittadini in una fase pubblica che si è conclusa lo scorso 14 febbraio. La stessa associazione ha presentato le proprie critiche in una conferenza stampa la mattina di venerdì 21 febbraio.
I limiti del porto
Una prima obiezione di metodo da parte dell’associazione sta nel modo in cui l’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale ha gestito l’approvazione del Piano regolatore portuale e altre questioni.
Dice Mario Spampinato, ingegnere e membro di Volere la Luna: “La gestione da parte dell’Autorità è stata confusionaria delle procedure, e la cartina al tornasole è la l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha indicato che l’Autorità non è stata in linea con le regole. Questo indica che l’Adsp ha una gestione non lineare delle faccende del porto”.
Nel merito del Piano regolatore, Volere la Luna sostiene che l’allargamento a nord, che prevede la realizzazione di una nuova darsena per mega yacht nel tratto di scogliera sotto la stazione centrale, non rientri nel perimetro del porto, l’unico su cui l’Autorità portuale può redigere un piano.
Il Dpss
La questione è sia procedurale che di sostanza. Spiega Volere la Luna nelle sue osservazioni presentate al ministero che un Piano regolatore portuale può essere redatto solo sulla base di un Dpss, Documento di pianificazione strategica di sistema, approvato dal ministero dei trasporti.
Il Dpss dell’Autorità portuale della Sicilia orientale è stata approvata dal Mims nel 2022. Ma, dice Volere la Luna, quel documento riguarda solo i porti di Catania e Augusta e non contiene Siracusa e Pozzallo, che si sono aggiunti successivamente alla giurisdizione dell’Autorità.
In più i limiti portuali descritti e approvati nel Dpss e quelli contenuti nel Piano regolatore portale sono diversi. Scrive l’associazione nelle sue osservazioni che “il decreto del MIMS esclude dall’approvazione l’estensione della circoscrizione portuale, necessaria per la realizzazione della nuova darsena turistica a nord-est”.
“L’iter per ottenere tale estensione è stato avviato – continua Volere la Luna – su richiesta dell’Autorità di Sistema Portuale nel 2023 ma non è ancora concluso, come si evince anche dall’elaborato 35 del Piano regolatore portuale in cui è riportata la dicitura ‘Limite di competenza dell’AdSP in fase di definizione’. Ne deriva che, in atto, non è consentito all’AdSP fare previsioni pianificatorie su un’area che esula dagli ambiti di competenza”.
I progetti di espansione e i problemi ambientali
Le obiezioni dell’associazione Volere la Luna si concentrano poi sugli interventi di espansione sia a nord, dove dovrebbe appunto sorgere la nuova darsena per yach, che a sud, dove un’altra darsena dovrebbe essere riservata al traffico commerciale Ro/Ro (merci su gomma).
A nord, scrive l’associazione, c’è la scogliera di Larmisi, che risale a un’eruzione di più di 5 mila anni fa e in cui si è sviluppato un importante ecosistema di vegetazione marina. La scogliera è, scrive Volere la Luna, “fra gli esempi paesaggisticamente più belli e più interessanti della costa rocciosa di Catania”, e soffrirebbe l’impatto con le centinaia di metri di cemento necessari per fabbricare la nuova darsena.
Il torrente Acquicella
A sud si apre la questione del torrente Acquicella, su cui sono intervenute con proprie osservazioni anche altre associazioni catanesi. Proprio sulla nuova darsena riservata al traffico Ro/Ro il ministero dell’ambiente, in una serie di osservazioni del giugno 2024, aveva scritto:
“Si rileva la necessità di individuare una soluzione progettuale alternativa, considerato che il sito individuato nel PRP ricade in un’area che, per la sua rilevante valenza paesaggistico-ambientale, nel Piano Paesaggistico della Provincia di Catania è stata sottoposta al regime della tutela integrale. Si tratta di un’area interessata dalla foce del vallone Acquicella e dal residuo sistema dunale retrocostiero, entrambi con un elevato potenziale biologico”.
Solo che, osserva Volere la Luna, nei documenti finali del Piano regolatore portuale la darsena è rimasta, con una configurazione molto simile a quella respinta proprio dal ministero.
Dice Mario Spampinato, di Volere la Luna: “Già in passato il torrente Acquicella è stato spostato verso sud, e con i vecchi lavori sulla darsena, dieci anni fa, si è creato un buco come è successo di recente a piazza Tricolore. Dunque non vorremmo che si ripresentassero questi problemi, e fermo restando che c’è un vincolo non si possono fare gli interventi previsti dal Prp”.
Le previsioni
Diverse perplessità sono poi sollevate da Volere la Luna sulle proiezioni di crescita del traffico portuale, sia passeggeri che commerciale, riportate dall’Autorità portuale nei suoi studi per il Piano regolatore.
“Il traffico passeggeri totale (traghetti + crociere) negli anni precedenti la pandemia Covid – scrive l’associazione nelle sue osservazioni – si è mantenuto al di sotto dei 250.000 passeggeri/anno negli anni tra il 2014 e il 2018, e ha toccato una punta massima nel 2019 con 313.138 passeggeri”.
“Negli anni successivi alla pandemia – continua l’associazione – si sono registrati 159.705 passeggeri nel 2022 e 226.242 nel 2023. Non sembra di poter ricavare un andamento tendenziale tale da giustificare le previsioni di sviluppo ipotizzate per il porto di Catania, tenendo conto anche del fatto che i possibili aumenti dei traffici potrebbero distribuirsi anche negli altri porti del sistema”.
Sul traffico merci la tendenza, secondo Volere la Luna, è simile: “Negli ultimi anni, tra il 2017 e il 2023, il traffico merci totale del porto di Catania è diminuito gradualmente dagli 8.705.237tonn/anno al valore attuale (anno 2023) di 7.584.674 tonn/anno”.
“Si tratta comunque di quantità – scrive l’associazione – che comportano già oggi problemi all’interno del porto a causa della ristrettezza degli spazi di manovra a terra, tanto è vero che a pag. 37 della Relazione generale si ammette che ‘l’aumento del traffico merci negli ultimi anni ha comportato la necessità di regolamentare ulteriormente gli imbarchi dei rotabili all’interno degli spazi ridotti del porto'”.

