Pietre e bombe carta durante corteo a Catania: 21enne in carcere

Pietre e bombe carta durante corteo a Catania: 21enne in carcere

I fatti risalgono allo scorso 17 maggio

CATANIA – La Digos di Catania ha arrestato un terzo giovane – fra i 13 indagati per le devastazioni, ai limiti della guerriglia urbana, avvenute in città lo scorso 17 maggio. Il giovane, un 21enne catanese, era all’estero, in Francia, ed era destinatario di un mandato di cattura europeo. Il Gip aveva già disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere per devastazione in concorso.

Dopo il rientro a Catania, gli agenti lo hanno portato in carcere a Piazza Lanza. Il ragazzo è descritto come già noto agli  inquirenti per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Le ipotesi di reato

L’arresto si inserisce nell’indagine che ha già portato alla misura cautelare in carcere per un 33enne e un 22enne, residenti a Catania e Brindisi. A tutti e tre la Procura contesta diverse ipotesi di reato di “devastazione”, in concorso con altre persone ancora da identificare. Al 33enne vengono attribuite anche delle ipotesi di rapina e lesioni a un pubblico ufficiale durante la manifestazione.

Nell’ambito dell’inchiesta, la Digos ha eseguito perquisizioni domiciliari in più province. Le investigazioni ricostruiscono l’azione di un gruppo riconducibile all’area anarco-antagonista che, durante il corteo del 17 maggio, si sarebbe staccato dal resto dei manifestanti.

Le violenze davanti al carcere

A quel punto, travisandosi, avrebbero organizzato lanci di pietre, petardi, bombe carta e ordigni artigianali contro gli agenti schierati a protezione della Casa Circondariale di Piazza Lanza. Un funzionario è stato colpito alla nuca da un frammento incandescente.

Le violenze sarebbero proseguite con aggressioni, danneggiamenti a vetrate e facciate di negozi e alberghi; e numerosi imbrattamenti. L’analisi dei video ha consentito alla Digos di individuare gli indagati attraverso particolari dell’abbigliamento e del travisamento. Nel suo provvedimento il Gip descrive i soggetti destinatari delle misure come socialmente pericolosi e strutturati nella devianza con finalità criminale.

La manifestazione programmata

Quel giorno, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si è svolta una manifestazione con un corteo promosso dalla “Rete No DDL Sicurezza Catania” e i circa 200 manifestanti, dopo essersi concentrati in questa piazza Santa Maria di Gesù, si sono mossi dietro alcuni grandi striscioni. Gli episodi oggetto dell’inchiesta ovviamente non riguardano la maggioranza dei partecipanti.

Alcuni, tra cui “soggetti appositamente arrivati in questo centro da diverse province”, hanno dato vita a un autonomo spezzone del corteo. Si sono posti a diverse decine di metri dalla maggior parte dei manifestanti presenti.

L’azione distruttiva di devastazione sarebbe proseguita ancora lungo il percorso. Alcuni, totalmente incappucciati, hanno danneggiato alcune grosse vetrate e lastroni di marmo di negozi e alberghi. E imbrattato muri di palazzi, abitazioni, edifici pubblici con scritte ingiuriose contro  le forze dell’ordine.

Le parole del gip

Nell’ordinanza cautelare il Gip evidenzia che gli indagati, destinatari delle misure cautelari in carcere, “appaiono soggetti socialmente pericolosi e strutturati nella devianza con finalità criminale”. Soggetti  “che hanno dato sfogo alla loro indole violenta e delinquenziale che li contraddistingue, nel corso di un manifestazione pacifica di protesta sociale”.

In questo modo avrebbero messo “a rischio non solo  l’incolumità delle forze di polizia creando un pericolo concreto per l’ordine pubblico e per la popolazione cittadina (NdR: compresi i manifestanti pacifici)  che assisteva spaventata alle condotte violente”. Gli arrestati sono ritenuti per altro leader di movimenti anarcoinsurrezionalisti di Catania e Bari.


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