Ponte sullo Stretto, si farà o no?

Infuria la polemica, il punto sul Ponte: alla fine si farà o no?

Salvini: "Andiamo avanti". Ciucci: "Lavori a febbraio"

MESSINA- Si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dedicato al progetto del Ponte sullo Stretto.

Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che “all’esito della riunione, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti – viene chiarito -, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera”.

Salvini: “Andiamo avanti”

Sul Ponte, “la maggioranza è compatta, abbiamo appena finito una riunione con Meloni e Tajani che mi hanno dato mandato di andare avanti sul percorso che vi ho appena illustrato. Ci tengo a dire a siciliani, calabresi e a tutti gli italiani che andiamo avanti, i cantieri partiranno dopo 160 anni. Ci viene chiesto un supplemento di documentazione? Lo facciamo”. Così il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al termine della riunione.

Schlein: “Il governo si fermi”

“Abbiamo sempre detto che questa opera è inutile, vecchia e dannosa. Dopo quanto accaduto ieri chiediamo al governo di agire responsabilmente e di fermarsi. Ci sono anche progetti più seri e urgenti, anche in Calabria e Sicilia. Del resto noi avevamo fatto un esposto sul Ponte con Avs e probabilmente alcuni dei nostri rilievi saranno stati fatti propri dalla Corte dei Conti”, attacca la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa a proposito della bocciatura della delibera del Cipess.

Ciucci: “I lavori inizieranno a febbraio”

“Sono sorpreso, non ci aspettavamo questo tipo di decisione perché ritenevamo di aver dato alla Corte dei Conti tutte le risposte alle domande. Evidentemente hanno ritenuto che non fossero sufficienti. Le tempistiche? Servono 30 giorni per conoscere le motivazioni della Corte, per dare risposte ulteriori e chiedere la nuova registrazione potremmo aggiungerne altri 30. Noi pensavamo di avviare i lavori entro fine anno, come ha detto anche il ministro Salvini, magari partiremo a febbraio. Il governo ha confermato l’intenzione di procedere nella realizzazione di questa opera straordinaria e quindi andiamo avanti rispettando l’attività della Corte”.
Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, intervenendo oggi a “Italia No Limits”, programma sulla FM di Giornale Radio.

Secondo quanto riferisce un comunicato dell’emittente, “Bonelli ha detto che il progetto è di 28 anni fa ed è come se il governo avesse ricopiato un documento senza aggiornarlo? L’onorevole Bonelli ripete fino all’esaurimento le stesse considerazioni perché fa riferimento a un esame da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 1997, ma in realtà il nostro progetto è stato approvato nel 2011 ed è stato aggiornato nel 2024. L’affermazione di Bonelli è quindi assolutamente priva di fondamento”, ha aggiunto Ciucci.

“Aspettiamo di conoscere le motivazioni, in modo da poter rispondere a queste ulteriori considerazioni nella convinzione di avere tutte le risposte, di aver rispettato tutte le norme italiane ed europee. Se c’è qualcosa da fare ancora la faremo, per mettere in grado il nostro Consiglio dei ministri di chiedere nuovamente la registrazione e di ottenerla in maniera piena, lineare e semplice. Perché la delibera Cipess è per noi come le fondamenta dal punto di vista procedurale della nostra grande opera”, ha concluso Ciucci.

Cuffaro: “I nemici della contentezza segnano un punto”

“La decisione della Corte dei Conti ci amareggia, perché mette in discussione, e rallenta, la realizzazione di un’opera importantissima per lo sviluppo della Sicilia e dell’Italia intera”. Lo dichiara Totò Cuffaro segretario nazionale della DC.

“Un’opera che – continua – aspettiamo da tanti, troppi anni, perché tanti, troppi sono stati gli ostacoli che ad essa si sono sempre frapposti”.

“Già durante la mia presidenza, dovemmo affrontare mille resistenze – spesso e volentieri capziose – da parte della politica e del mondo ambientalista. Nemici della contentezza che non si sono mai arresi, e non si arrendono, all’ineluttabilità del progresso. Col governo Berlusconi – prosegue Cuffaro -la sinergia era totale, la determinazione assoluta, importanti i passi compiuti. Poi, però, la caduta del suo governo e l’avvento del governo Prodi (con Di Pietro ministro alle Infrastrutture) misero un freno a tutto ciò”.

“Oggi tocca alla Corte dei Conti ed è, il suo, un intervento che suscita non poche perplessità. In un Paese democraticamente evoluto come il nostro – dichiara Cuffaro -, la scelta di un’opera così strategica non può essere rimessa alle decisioni della magistratura contabile: per quanto esse vadano rispettate nella loro costituzionale vocazione di controllo e garanzia, vi sono interessi pubblici superiori da difendere e portare avanti ed è un compito che spetta esclusivamente alla politica”.

“Rimane la certezza di un governo nazionale che affronta oggi le sfide più importanti con la giusta determinazione e che non arretra. Al ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, va tutta la nostra
gratitudine e sostegno: glielo dobbiamo da alleati politici, da sempre conviti assertori dell’importanza d’una infrastruttura che avrà un impatto straordinario sulle nostre vite e sulla nostra economia; e
glielo dobbiamo da siciliani, che hanno tutto il diritto di guardare al futuro con ottimismo”.

“Amareggia ancor di più assistere, oggi più che mai, all’estrema polarizzazione del dibattito politico sul tema, come se il Ponte sullo stretto fosse un vessillo ideologico da sventolare alla bisogna e non, invece, una chance epocale per tutti. Anche per i nemici della contentezza”, conclude Cuffaro.

Parla il sindaco Basile

“Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una forte accelerazione sulle attività per arrivare al Ponte sullo Stretto – dice il sindaco di Messina, Federico Basile -. Adesso arriva un parere della Corte dei Conti che certamente andrà letto con attenzione nelle sue motivazioni, per capire se le questioni sollevate sono di natura contabile o amministrativa, legate cioè alla legittimità degli atti”.

“È un approfondimento necessario, perché si tratta di uno stop che probabilmente neppure il Governo si aspettava – continua -. Da ciò che ho potuto comprendere, la volontà politica di procedere da parte del Governo resta comunque forte. Tuttavia, prima di lanciarsi in commenti o valutazioni, è importante capire fino in fondo le ragioni che hanno portato la Corte a frenare un’opera così fortemente voluta e spinta negli ultimi anni”.

Un altro atto ‘sub iudice’

C’è un altro atto sub iudice da parte della Corte dei Conti riguardo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che riguarda il decreto approvativo del Ministero dei Trasporti del terzo atto aggiuntivo alla convenzione stipulata con il concessionario Società Stretto di Messina.

I magistrati dell’Ufficio di controllo della Corte dei Conti stanno al momento esaminando i documenti ed entro i primi giorni del mese di novembre dovranno decidere se poi sottoporli o meno al collegio della Sezione centrale di controllo di legittimità.

A quanto si apprende, questo passaggio giuridico è stato citato ieri nell’adunanza pubblica che invece aveva riguardato la negazione del visto di legittimità al ponte sullo Stretto (delibera Cipess di agosto), da parte della Corte.

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