PALERMO – La riunione, formalmente, è stata rinviata a data da destinarsi “per approfondimenti”. Ma la strada per scegliere il nuovo segretario generale dell’Autorità portuale di Palermo, ora, è davvero in salita. In salita per Marco Lupo, il candidato scelto dal presidente dell’ente Vincenzo Cannatella, ma in fondo anche per lo stesso numero uno dell’autorità, che adesso si trova al centro di un fuoco di fila di Comune di Palermo, Camera di commercio e Confindustria: da un lato perché sono spuntati altri due candidati, dall’altro perché Palazzo delle Aquile ha deciso di fare la voce grossa, non escludendo la possibilità di un ricorso al Tar contro la nomina dello stesso Cannatella.
La situazione, di fatto, è di stallo. Rinviata per la quarta volta la decisione – che spetta al Comitato portuale, ma su una proposta formulata dal presidente – bisognerà cercare una quadra. Che nell’ultima riunione era ben lontana: il voto non c’è stato, ma i sussurri del Comitato portuale vogliono un’esigua minoranza a favore di Lupo. Un voto contrario, di fatto, sarebbe suonato come una sfiducia nei confronti di Cannatella: in quel caso le dimissioni, pur non essendo un obbligo formale, sarebbero state, per dirla con le parole del presidente della Camera di commercio Roberto Helg, “una questione di sensibilità personale”.
I nomi in campo, nel frattempo, sono aumentati. Subito dopo l’ultima riunione, infatti, è tornata in auge la candidatura di Vito Piraino, che già il Comune aveva proposto per la presidenza. Il suo nome – lanciato nella mischia proprio dal sindaco Leoluca Orlando, che ha messo nero su bianco il proprio endorsement in una lettera indirizzata ai componenti del Comitato – non piace però né a Confindustria né alla Camera di commercio: “Ha un ottimo curriculum – taglia corto Helg – ma ha più di 65 anni, e quindi è oltre i limiti di età”. Così, Camera di commercio e Confindustria, pur senza sostegni espliciti, sembrano voler puntare su Lucio Geraci, quarantacinquenne ma già nel gotha del diritto e delle amministrazioni giudiziarie. Certo è che la nomina potrebbe avvenire solo se fosse lo stesso Cannatella a proporlo, scaricando Lupo oppure dopo il ritiro spontaneo del direttore del dipartimento regionale Rifiuti. Una soluzione, quest’ultima, che Helg caldeggia: “Lupo – osserva – è una persona seria. Se vieni proposto quattro volte e quattro volte vieni bocciato, dovresti trarre le tue conclusioni”.
Cannatella, però, non può dormire sonni tranquilli. Il presidente dell’Autorità portuale, al momento, è a Barcellona per rappresentare l’ente a una fiera internazionale, ma da lì cerca di ritessere la tela. Che al momento sembra sul punto di sfaldarsi: al Comune parlano esplicitamente di un ricorso contro l’eventuale nomina di Lupo, ma affilano le armi per una battaglia giudiziaria contro il bersaglio grosso, Cannatella. La cui nomina, arrivata in estate, può ancora essere impugnata dal Comune davanti al Tar. Niente di più di un’indiscrezione, di una vaga intenzione, al momento. Ma nella guerra del porto è una vaga intenzione che potrebbe avere il suo peso.
Saltata per la quarta volta la nomina di Lupo, la decisione è rinviata "a data da destinarsi". Il Comune schiera Vito Piraino, ma a Confindustria e Camera di commercio piace Lucio Geraci. E Palazzo delle Aquile non esclude una battaglia giudiziaria per far decadere il presidente.
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