PALERMO – Da più di un anno stazionava nella zona dell’ospedale Villa Sofia. Prima, si era improvvisato posteggiatore abusivo, ma i soldi chiesti ad ogni automobilista, probabilmente, non gli permettevano di andare avanti. Ha quindi escogitato un altro “metodo” per avere in tasca pochi spiccioli e comprare le sigarette. Si è armato di coltello e, ormai da mesi, era diventato l’incubo dei pazienti del nosocomio di viale del Fante. Minacce, ingiurie e l’arma da taglio puntata contro: chi si ritrovava a tu per tu con l’uomo, un 42enne palermitano, si sentiva con le spalle al muro.
Fino all’ennesima segnalazione arrivata ai carabinieri, che grazie all’ultimo intervento nei locali dell’ospedale sono riusciti a fare scattare le manette. In arresto è così finito Salvatore Tavilla, accusato di tentata rapina aggravata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Non era il primo intervento per i militari dell’Arma, che già la scorsa estate avevano individuato Tavilla in uno dei reparti: anche in quel caso aveva minacciato con il coltello una delle guardie giurate.
Stavolta ha sferrato un pugno ad un carabiniere ed è passato ancora una volta alle maniere forti: “Ammazzo tutti, chi vi ha chiamati sarà ammazzato, li sgozzo, pure ai picciriddi”, ha urlato mentre i carabinieri tentavano di bloccarlo. Dal pronto soccorso di Villa Sofia, Tavilla si era spostato nel reparto di geriatria, dove sapeva di potere incontrare pazienti più anziani.
Chiedeva i soldi per le sigarette, “giocava” col coltello a serramanico, facendone entrare ed uscire la lama di ben otto centimetri. Nessuno, vista la violenza delle sue parole, riusciva ad opporsi. Alla vittima veniva intimato di consegnare i soldi e di non chiamare le forze dell’ordine. Ma qualcuno si è fatto coraggio ed ha incastrato Tavilla, vero e proprio incubo per chi si sottoponeva alle cure del nosocomio. Il 42enne, senza fissa dimora, è così finito in cella all’Ucciardone, mentre l’arma da taglio è stata sequestrata.
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