Migliaia di bambini e bambine vivono un’emergenza silenziosa, quella della povertà ed emarginazione sociale. Il loro tempo è spesso vuoto e questa condizione è ulteriormente aggravata dalla chiusura delle scuole, quando la loro routine e i loro spazi di socialità vengono meno e le giornate diventano tutte uguali e interminabili, le strade sempre le stesse, e i sogni, se ci sono, sono piccoli o già messi da parte. Qualcuno non ha mai visto il mare, non conosce il suono delle onde, non ha mai indossato una maschera o toccato uno scoglio. Per loro, il mare è un sogno lontano.
L’impegno della Fondazione l’Albero della Vita
In questo contesto Fondazione l’Albero della Vita, da quasi 30 anni, opera in Italia sviluppando interventi dedicati alla lotta alla povertà minorile, alla prevenzione della devianza giovanile e al contrasto dell’abbandono scolastico. I destinatari delle attività sono nuclei familiari, italiani e stranieri, con minorenni a carico, che vivono una condizione di esclusione sociale ed economica attraverso interventi che includono sostegno materiale e socio-pedagogico, creazione di reti di prossimità e orientamento alla formazione e al lavoro.
Povertà educativa, la situazione in Sicilia
Secondo i dati ISTAT del 2024, in Sicilia oltre il 27,5% dei minori vive in condizioni di povertà relativa. L’incidenza della povertà assoluta tra i minori raggiunge il 13,8%, delineando un quadro di forte vulnerabilità sociale. Le difficoltà non si fermano però al reddito familiare. L’accesso ad attività educative, sportive e culturali è spesso limitato o inesistente, con conseguenze dirette sullo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale dei bambini. Solo il 29% dei ragazzi legge libri nel tempo libero, oltre 23 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale, mentre appena il 42,2% pratica attività sportiva. A pesare è anche la povertà educativa digitale: circa il 20% dei minori non dispone di un computer o tablet connesso a internet.
L’estate diventa un lusso per molte famiglie
Il rischio aumenta durante il periodo estivo, quando alla mancanza di opportunità educative si aggiunge il costo dei centri estivi. Sebbene secondo il quarto Monitoraggio dell’Osservatorio Eures-Adoc le tariffe nel Mezzogiorno risultino generalmente inferiori rispetto al Nord Italia, la spesa resta significativa in rapporto ai redditi medi delle famiglie. A Palermo il costo medio di un centro estivo si attesta intorno ai 153 euro a settimana per bambino, una cifra che può diventare proibitiva per molti nuclei familiari in condizioni di fragilità economica.
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Le iniziative della Fondazione l’Albero della Vita
Per contrastare questa condizione, Fondazione l’Albero della Vita offre gratuitamente ai bambini e ragazzi beneficiari dei propri progetti occasioni concrete di crescita e refrigerio lontano dal caldo delle città: uscite sul territorio, laboratori educativi, cineforum, giornate in piscina e al mare, visite a fattorie didattiche e attività culturali. Solo nell’area di Palermo la Fondazione sostiene oltre 1.000 beneficiari, di cui circa la metà minorenni, appartenenti a quasi 500 famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità sociale ed economica.
“La povertà educativa, in tutte le sue forme, toglie il futuro ai bambini. Per contrastarla serve un’alleanza immediata tra settore pubblico e privato sociale, capace di potenziare i servizi sul territorio, rafforzare le competenze dei genitori e liberare i talenti dei giovani. Grazie al sostegno instancabile di tanti partner e donatori, la Fondazione rinnova il suo impegno accanto a chi vive in contesti di forte marginalità. Regalare a questi bambini l’opportunità di uscire dal proprio isolamento, vivere esperienze mai provate e sentirsi uguali ai propri coetanei significa cambiare le loro prospettive. Sarà un’estate straordinaria, specialmente per chi, grazie a chi ci sostiene, vedrà il mare per la prima volta nella vita” ha dichiarato Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.




