PALERMO – Marco Falcone sale ufficialmente sul treno degli aspiranti candidati del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana. L’eurodeputato va ad ingrossare la fila degli esponenti di Forza Italia pronti a raccogliere il testimone da Renato Schifani.
Palazzo d’Orleans, la corsa in Forza Italia
L’attuale governatore deve ancora incontrare il leader nazionale di Forza Italia Antonio Tajani e il commissario regionale del partito Nino Minardo, ma la strada verso il mandato bis si è fatta tutta in salita e così da qualche giorno fioriscono candidature. Tutte sotto forma di una “messa a disposizione” del partito.
Schifani: “La Sicilia ha cambiato passo”
Schifani, dal canto suo, batte la strada dei risultati. Ad Alcamo, ad un convegno dell’Udc, il governatore ha rivendicato i risultati economici del suo governo. “La Sicilia ha cambiato passo”, ha affermato davanti alla platea dei centristi.

Mulè: “Se la patria chiama…”
Giovedì 8 ottobre era stata la volta del vice presidente della Camera Giorgio Mulè. Intercettato dall’agenzia Dire a Montecitorio, durante una pausa dei lavori per l’approvazione della nuova legge elettorale, Mulè ha risposto così a domanda specifica sulla sua possibile discesa in campo in Sicilia: “Se il partito e la coalizione me lo chiedono io sono pronto. La mia disponibilità l’avevo già data da mesi”.

Falcone: “A disposizione del partito e della coalizione”
Oggi, sabato 10 ottobre, è la volta di Falcone. Ospite di Rei Tv, l’eurodeputato, che è stato assessore all’Economia nella giunta Schifani, dice: “Mi hanno insegnato che in politica si chiede un ruolo, non uno specifico ruolo”. Falcone manda messaggi anche al resto del centrodestra che dovrà sedersi al tavolo della Sicilia: “Ci si mette a disposizione del partito, della coalizione e del proprio territorio”. E ancora: “Sono un uomo di partito e ho consegnato queste mie considerazioni a Tajani”.
Falcone poi precisa: “Sono andato a Bruxelles per fare questa straordinaria esperienza, mi sta dando grandi soddisfazioni e cerco di lavorare nell’interesse della Sicilia ma sono a disposizione del partito”. Poi una frase sibillina: “La scelta del candidato alla presidenza dovrà comunque tenere conto di radicamento nel territorio, serietà e capacità di interpretare appieno le aspettative dei siciliani”.
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Minardo: “No ad ‘House of Cards’
Tra due candidature avanzate, una terza, quella di Minardo, che sembra in posizione di attesa. “Sono lontano anni luce da questi giochini da ‘House of Cards’ – le parole esplicitate all’Ansa -. Sono totalmente assorbito dall’impegno per Forza Italia in Sicilia, dal mio lavoro come presidente della commissione Difesa della Camera e come parlamentare: è questo che vorrei continuare a fare”.

Parole che puntano a smentire alcune interpretazioni che legavano la richiesta di rinnovamento in Forza Italia, avanzata alcuni giorni fa da Minardo, con la voglia di mettere fuori gioco Schifani e proporre il proprio nome per Palazzo d’Orleans.




