Province, arriva il sì dei grillini | Slitta il voto sulla riforma

Province, arriva il sì dei grillini | Slitta il voto sulla riforma

Secondo il governo, il limite inizialmente previsto del 15 febbraio "non è perentorio". Così, la discussione sul ddl proseguirà la prossima settimana. La maggioranza appare divisa. Si pensa a una legge-cornice, rimandando di sei mesi la trattazione dei dettagli. Intanto il Movimento cinque stelle raccoglierà l'invito dei militanti che hanno chiesto di votare a favore del dd.

PALERMO – Alla fine di una lunghissima giornata, il Parlamento siciliano si è accorto che non c’era poi bisogno di tutta quella fretta. Che il termine del 15 febbraio –  giorno in cui scadranno le proroghe dei Commissari delle Province – era solo uno spauracchio. Che si potrà discutere ed eventualmente approvare la norma anche la prossima settimana. E così, l’Assemblea ci riproverà martedì. Giornata entro la quale la maggioranza dovrà trovare una sintonia che al momento pare lontana.

Intanto, però, la riforma voluta dal governo Crocetta “incassa” il sì del Movimento cinque stelle. Un sostegno che lo stesso governatore ha definito “una notizia positiva”, ma che i grillini hanno definito “sofferto” e frutto di una consultazione online che ha visto i militanti assai divisi.

Restano contrari, invece, quasi tutti gli altri partiti di opposizione. I partiti di centrodestra oggi hanno avanzato un tentavo di mediazione. Mettendo sul piatto sostanzialmente due richieste: la prima è quella più volte ribadita nei giorni scorsi, di garantire ai cittadini il diritto di eleggere col voto il presidente dei Consorzi. Che al momento – stando all’ultima delle tante riscritture giunte in Aula – verrebbe eletto dai sindaci e da tutti i consiglieri dei Comuni aderenti al libero Consorzio. Questo allargamento (nella prima stesura l’elezione era riservata solo ai sindaci del Consorzio) aveva rappresentato la “controproposta” del governo alle opposizioni. Altra richiesta della minoranza, respinta al mittente dal governo, quella di alzare a 300 mila abitanti la soglia minima per la formazione di ulteriori consorzi rispetto ai nove inizialmente previsti dalla legge.

Ma anche nella maggioranza, come detto, non mancano le divisioni. E a poco sono serviti i tanti incontri e colloqui portati avanti nel corso della giornata di oggi. Quando il limite per l’approvazione della riforma delle Province sembrava ormai vicinissimo. Poche ore. Fino all’intervento dell’assessore alla Funzione pubblica Patrizia Valenti: “Quel termine non è perentorio”. Se ne potrà riparlare quindi la prossima settimana. Martedì, per l’esattezza. Quando il governo Crocetta si giocherà una buona fetta di credibilità.

LA LUNGA DIRETTA DELLA GIORNATA

22.19 L’Aula vota il passaggio all’articolato. C’è tempo fino a domani per gli emendamenti e fino a lunedì per i subemendementi. L’Aula torna martedì.

22.13 Continua l’estenuante dibattito sulle Province. L’opposizione, con Assenza e Falcone sottolinea come la riforma non porti a nessun effettivo risparmio di spesa. Falcone: “Questa riforma porterà alla morte dei territori e della Sicilia”.

21.46 Figuccia (Forza Italia): “Sono cambiate le carte in tavole. Il testo è mutato ancora una volta”.

21.40 Nello Musumeci: “Ci siamo chiesto gli effetti che avrà questa norme nei confronti dei Comuni? Saranno effetti devastanti, anche dal punto di vista del patrimonio. Come faranno, ad esempio, i Comuni a mantenere le spese di mantenimento e manutenzione degli immobili? Come faranno i Comuni a sobbarcarsi i debiti delle attuali Province, che ammontano a un miliardo e mezzo di euro? Come fate a parlare di risparmi, quando state invece moltiplicando i centri di spesa? E ancora, avete paura del confronto elettorale. Avete paura dei cittadini. Il cittadino è l’unico attore assente. Non c’è una voce a favore di questa norme, tranne il capriccioso governatore”.

21.22 Alloro (Pd): “Abbiamo perso una grande occasione: quello di consentire che l’ente Provincia potesse occuparsi di parte delle funzioni svolte dall’elefantiaca macchina amministrativa della Regione”.

21.16 Fontana (Nuovo centrodestra): “Nel giro di qualche anno la Sicilia si ritroverà con venti o trenta Liberi consorzi. E allora mi chiedo: dove sta il risparmio? Noi stiamo per spendere di più, rendendo gli enti sempre meno efficienti. Siamo pronti a votare questa riforma, a patto che si assicuri l’elezione dirette del presidente del Consorzio e solo se si rivede la soglia minima per la formazione del Consorzio stesso”.

20.53 Vinciullo (Nuovo centrodestra): “Il governo cambia troppo spesso idea. Ed è il segno che non ha le idee chiare. Siamo alla riscrittura della riscrittura della riscrittura. E l’idea che stiamo dando è che questa norma la casta preserva se stessa, togliendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Un diritto sancito dalla Costituzione”.

20.39 Di Mauro (Pds): “Già nella scorsa legislatura presentai un disegno di legge che prevedeva il passaggio ai Liberi consorzi. E il presidente della Regione fin dall’inizio ha pensato allo scioglimento delle Province. Ma è mancato il coraggio, e adesso si sta lavorando a una semplice prosecuzione dell’attività delle Province”.

20.24 Milazzo (Forza Italia): “Questa legge è a chiaro rischio impugnativa. Ma non solo. Senza un accordo tra le forze politiche sarà difficile approvare questo ddl. Non sarebbe stato più utile riconvocare l’Aula lunedì e concludere in quel giorno stesso la discussione generale?”.

20.20 “Il presidente dei Consorzi dei Comuni sarà eletto dai sindaci e da tutti i consiglieri comunali dei Comuni aderenti: abbiamo lavorato in questa direzione e adesso il governo ha accolto la proposta, inserendola nel proprio emendamento. Siamo molto soddisfatti per questo risultato”. Lo dicono il presidente del gruppo PD Baldo Gucciardi e Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars. “E’ una norma importante – aggiungono – che allarga la ‘base elettorale’ chiamata a scegliere il vertice del Consorzio, e rafforza il valore di questa elezione e esalta la democrazia dei territori”.

20.15 Il presidente della prima commissione Antonello Cracolici: “Il governo ieri ha presentato alcuni emendamenti solo in parte frutto dell”intesa’ raggiunta nel vertice di maggioranza a Roma. Il testo che stiamo trattando sta introducendo l’innovazione che consentirà di poter creare, oltre ai nove, altri Liberi consorzi. La Sicilia vuole questa riforma”.

20.12 Ioppolo (Lista Musumeci): “Il parlamento siciliano sta scrivendo una delle pagine più tristi della sua storia. Il termine del 15 febbraio quindi è una fiaba, uno spauracchio. Non si possono abolire le Province, moltiplicando le Province. Questa è una riforma squilibrata, che creerà due Sicilie”.

19.55 Greco (Pds): “Ma i grillini lo hanno capito che non stiamo abolendo nulla, e che stiamo solo cambiando il nome delle Province in quelle di Libero consorzi? E che stiamo solo moltiplicando i pani. A cominciare dalle città metropolitane, che diventano tre, come non accade in nessuna parte d’Italia. Mettono il limite di 150 mila abitanti? E come mai? Quanto fa Gela, più Licata? Onorevole Cappello, i tuoi compagni di partito non la pensano come te. Ravvediti, e vota contro”.

19.49 Il capogruppo del Movimento cinque stelle Cappello: “Mentirei se dicessi che questa è la riforma che volevamo. Noi avevamo condiviso l’ispirazione originaria del governo. Ma noi crediamo che dietro le città metropolitane ci sia una trappola. Tre sono davvero troppe. Chiediamo al governo di salvaguardare anche i lavoratori delle Province”.

19.44 Milazzo protesta in modo plateale. Ardizzone: “I deputati questori allontanino dall’Aula l’onorevole Milazzo fino a quando non si calma”.

19.40 Aula sospesa.

19.32 Come anticipato già da Livesicilia, il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars voterà “sì” sulla riforma delle Province. E’ questa, infatti, l’indicazione che è arrivata dalla base del Movimento, dopo una consultazione on line degli attivisti riconosciuti dai meetup siciliani. Non è stata marcatissima, però, la differenza tra favorevoli e contrari. I “sì”, infatti, si sono attestati su una soglia vicina al 60% (59,81), a conferma dello scarso gradimento del testo arrivato in aula, cosa che rispecchia anche l’atteggiamento dei parlamentari del gruppo, che a più riprese ne hanno criticato parecchi aspetti. Non è, comunque un “sì” scontato quello dei 14 deputati Cinquestelle. L’orientamento di voto potrebbe infatti cambiare se la legge dovesse avere stravolgimenti rispetto al programma del Movimento e al ddl presentato dal gruppo. “Non è la legge per cui ci eravamo battuti”, affermano i deputati. “Le continue marce indietro del governo, che ha ritirato quasi tutti i suoi emendamenti, le hanno tolto gran parte della sostanza. Cercheremo di migliorarla in aula. Al momento le poche cose da salvare sono la scomparsa degli organi politici e la gratuità dei liberi consorzi . E queste sono due tra le cose che, se dovessero saltare, ci spingerebbero a votare contro“.

19.29 Cordaro (Cantiere popolare): “Non ho bisogno di leggere la riscrittura. La decisione mia e del mio gruppo è maturata dopo la riunione di oggi col governo. Ho chiesto se da parte del governo ci fosse l’intenzione di trovare una soluzione mediana. Soprattutto per la difesa di un principio che per noi è irrinunciabile: non siamo disposti ad abdicare al principio democratico del diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti, anche nei Consorzi. Di fronte a questo, tutto il resta diventa secondario”.

19.15 Venturino (Misto): “Ho votato con convinzione l’abolizione delle Province un anno fa. E ho sempre sostenuto la riforma. Ma i ddl che ho avuto modo di vedere non danno garanzie e sono confusionari. Forse è meglio soprassedere. Interveniamo sulla riduzione dei costi, ma lasciamo il mondo così com’è. Non me la sento di appoggiare il governo in questo caso”.

19.08 Greco (Pds): “Lei presidente, ricorda la Finanziaria? Ci sono state tante riscritture che lei è impazzito e se ne è andato. Noi vogliamo studiare tutte le riscritture alla norma”.

19.05 Alloro (Pd): “Questa legge è iniziata male e sta finendo peggio. Stiamo discutendo su un testo che è già cambiato tre volte. Le leggi non si fanno nè nei summit romani, nè nelle riunioni pseudopolitiche che si tengono nelle stanze di questo Palazzo. Le leggi le fa il parlamento”.

19.03 Il presidente dell’Ars Ardizzone: “Oggi completiamo la discussione generale e la prossima settimana passiamo all’articolato”.

19.00 L’assessore Valenti: “Il termine del 15 febbraio non è perentorio. Lunedì scadono le proroghe dei commissari, ma avremo ancora qualche giorno a disposizione. Quindi la legge può essere anche approvata i primi giorni della prossima settimana”.

18.55 Crocetta: “Il governo ha presentato un emendamento di riscrittura del testo, credo che questo possa essere la base per potere votare procedendo a un rapido esame della legge, che non vuol dire superficilita’”. Lo ha detto il Governatore siciliano, Rosario Crocetta, intervenendo in aula durante la discussione generale sui tre ddl per l’abolizione delle province. “La meditazione dura dall’aprile scorso – dice – Tutti sappiamo di cosa discutiamo. E’ un testo in gran parte di mediazione, e’ una legge quadro che rinvia a ulteriori approfondimenti ma che consente di avviare un grande processo democratico che avvicina le istituzioni ai cittadini”. E conclude: Voglio esaltare il lavoro fatto dalla Commissione Affari istituzionali”.

18.48 Formica (Lista Musumeci): “Troppe cose oggi delegittimano questo parlamento. Era già successo con la Finanziaria, presentata in ritardo e votata forzando il regolamento. Con le Province, ci risiamo”.

18.44 Figuccia (Forza Italia): “Qui gli incontri tra deputati si sono trasformati in sette segrete”.

18.37 Falcone (Forza Italia): “A questo punto è meglio rimandare alla prossima settimana”.

18.28 Ioppolo (Lista Musumeci): “Alcuni deputati ed esponenti del governo sembra stiano lavorando a un’ulteriore riscrittura del testo. Così non possiamo andare avanti. Vogliamo sapere di quale testo stiamo discutendo”.

18.35 Ripresa la seduta d’Aula.

18.25 Il presidente della Regione Rosaio Crocetta si dice “fiducioso sull’esito del voto sulle Province. I liberi consorzi devono rappresentare lo strumento per eliminare sprechi ed evitare duplicazioni. Positivo il sì del Movimento cinque stelle, ma anche nel centrodestra c’è stato un certo avvicinamento alle nostre posizioni”.

17.55 “Siamo convinti che la riforma delle province vada assolutamente approntata nell’ottica del risparmio dei costi della politica, dell’efficienza burocratica e della rappresentatività dei territori”. A dichiararlo sono il Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonio Venturino ed i deputati Michele Cimino e Pippo Gianni. “Ancora una volta noi tre, abbiamo trovato piena convergenza di metodo ed intenti nell’affrontare una questione, quella della riforma delle province, che parafrasando le sortite del segretario della Cisl Maurizio Bernava, è il pastrocchio dell’Assessore Valenti dell’UDC e che di fatto genera confusione tra i lavoratori degli attuali enti in dismissione. In questi mesi i lavoratori- continuano i tre deputati- non hanno avuto e continuano a non avere alcuna certezza su cosa accadrà all’indomani della riforma. Corriamo quindi il rischio di veder male utilizzate e o peggio ancora vanificate esperienze professionali che all’interno di una riforma meglio pensata avrebbero sicuramente potuto garantire quello scatto in avanti di una Sicilia lontana dagli standard di servizi di cui la comunità siciliana necessita. Condividiamo peraltro le preoccupazioni sollevate dal segretario della Cisl Bernava che contesta inoltre a questo governo regionale di aver approntato una riforma priva di visione strategica. Tali considerazioni – concludono i tre parlamentari- nascono da una sintonia che si è cementata negli ultimi mesi tra gli onorevoli Cimino, Venturino e Gianni che nasce soltanto dal desiderio di costruire una Sicilia Migliore”.

17.29 Potrebbe mutare ancora l’identikit del ddl sulle Province.Tra le proposte di cui si sta discutendo in questi minuti, quella di consentire ai consiglieri comunali – e non più solo ai sindaci – di far parte della giunta dei Liberi consorzi.

17.20 Sembra ampliarsi il fronte dei gruppi che potrebbero votare a favore del ddl sulla cancellazione delle Province. Stando a voci di corridoio, anche i deputati che fanno capo all’Mpa sarebbero pronti a votare sì.

17.08 Da quanto trapela, il Movimento cinque stelle voterà a favore del disegno di legge approvato in Aula. Una decisione che dovrebbe ricalcare quella espressa dai militanti attraverso la consultazione sul web. A questo punto, l’approvazione della riforma è sempre più vicina.

16.48 A farsi strada, adesso, è l’idea dell’approvazione di una sorta di “legge cornice” che fissi il passaggio ai liberi consorzi rimandando a un successivo ddl l’individuazione delle funzioni e delle prerogative del nuovo ente. Potrebbe essere un modo per aggirare alcune delle divisioni che al momento sono chiare anche all’interno della maggioranza.

16.38 Durante l’incontro col governo, le opposizioni hanno avanzato propri tentativi di mediazione. Tra questi, quello di innalzare a 300 mila abitanti la soglia minima per la formazione del Consorzio. Un modo per evitare la proliferazione selvaggia dei nuovi enti.

16.36 A confermare la distanza al momento tra le forze politiche, l’Aula è stata sospesa. Riprenderà alle 18.

16.28 E’ iniziata la seduta durante la quale i deputati dovranno votare la riforma delle Province.

16.25 Il capogruppo del Cantiere popolare Toto Cordaro: “Comincio a dubitare che il senso di responsabilità delle opposizioni sia sufficiente per portare a casa una legge che possa insieme condensare principi come quelli di buona amministrazione e spending review oltre a principi fondamentali come quello della partecipazione democratica dei cittadini che devono avere il diritto di scegliere i propri rappresentanti”.

16.15 Non c’è accordo tra gruppi di maggioranza e quelli di minoranza sulla riforma delle Province. L’opposizione continua a chiedere, per poter votare favorevolmente, il riconoscimento dell’elezione diretta quantomeno del presidente del Libero consorzio. Una richiesta alla quale il governo ha replicato con una controproposta: quella di allargare la platea dei votanti a tutti i consiglieri dei Comuni che formano il Consorzio. Una proposta che l’opposizione ha respinto.

15.31. Dopo una lunga discussione, a tratti molto accesa e un faccia a faccia tra Rosario Crocetta e Antonello Cracolici (Pd), le colombe della maggioranza, guidate da Lino Leanza, sono riuscite a mediare e a ricompattare la coalizione, riunita a Palazzo dei Normanni col governatore, attorno al testo di riforma delle Province condiviso nel vertice al Nazareno. Stemperate le tensioni, la maggioranza sta tentando il coinvolgimento delle opposizioni, che sono tornate al tavolo della riunione, nella stanza del governo. Rispetto al testo emendato dal governo, l’ipotesi sul tappeto è quella dell’elezione del presidente dei Liberi Consorzi da parte dei consiglieri di tutti i comuni che aderiranno al consorzio senza voto ponderato dunque, che rimane valido invece per la composizione delle assemblee.

Cronaca di una giornata difficile.
Tensione alle stelle nella maggioranza sulla riforma delle Province, tanto che le opposizioni hanno abbandonato la riunione, in corso a Palazzo dei Normanni col governatore Rosario Crocetta. Alcuni deputati della minoranza, presenti al vertice, riferiscono che l’intesa che era stata raggiunta dalla maggioranza a Roma “in realtà non esiste”. “E’ stato imbarazzante assistere alle liti tra Crocetta e Cracolici”, dice il capogruppo del Pid-verso Forza Italia, Toto Cordaro. In questo clima, le opposizioni hanno deciso di lasciare il vertice e di rimanere in attesa di segnali da parte della maggioranza nel caso in cui riuscisse a raggiungere un accordo.

Nella stanza del governo di Palazzo dei Normanni, dove si sono riuniti capigruppo e giunta, il clima s’è surriscaldato quando Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali, ha riferito di avere chiesto un parere agli uffici su alcuni emendamenti del governo al testo base, incardinato in aula, e ha cominciato a leggere un documento. A quel punto Crocetta lo avrebbe interrotto più volte, provocando la reazione di Cracolici che ha stracciato il foglio. Le opposizioni, intanto, avevano posto tre quesiti di mediazione a maggioranza e governo: elezione diretta dei presidenti o delle assemblee dei Liberi Consorzi, numero dei consorzi e competenze. “Il testo del governo è incostituzionale, su questo non c’è dubbio: l’elezione diretta è indispensabile”, dice il capogruppo della Lm-verso Forza Italia, Santi Formica, che già ieri in aula aveva posto la pregiudiziale, poi respinta dal voto parlamentare.

A Palazzo dei Normanni prosegue senza le opposizioni, che hanno abbandonato la riunione, il vertice sulla riforma delle Province con la maggioranza che sta tentando, a fatica, di trovare un accordo complessivo da sottoporre poi alla minoranza prima di tornare in aula questo pomeriggio. La seduta è prevista alle 16.

Si fa sempre più strada l’ipotesi di una proroga dei commissariamenti nelle Province. Secondo alcuni deputati d’opposizione senza un testo condiviso e depurato da alcune norme ritenute incostituzionali come quella dell’elezione di secondo livello, dunque differente dal disegno di legge incardinato in aula ed emendamento dal governo, è probabile che per scongiurare il ritorno al voto la Regione provveda alla nomina di nuovi commissari alle Province.

 

(Fonte ANSA)

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