CATANIA – “Oggi 1500 ragazzi faranno un test dichiarato illegittimo. A Catania I soldi da incassare sono più etici che tutelare il diritto allo studio” scriveva così sulla bacheca social Giuseppe Campisi, coordinatore Udu, unione degli universitari, lo scorso 3 settembre: data del test di ammissione al corso di studi in Scienze e Tecniche Psicologiche. “E’ una questione di diritto” commenta Campisi a seguito della decisione del Tar del Lazio che lo scorso 13 febbraio ha dichiarato “illegittimo” il test per l’accesso al corso di studi in Psicologia.
“Il nostro Ateneo ha deciso di riproporre lo stesso metodo anche quest’anno, una scelta che rappresenta una violazione dei diritti degli aspiranti studenti che si sono dovuti nuovamente sottoporre a questa “roulette illegittima”- prosegue – Noi come Unione degli Universitari continueremo a portare avanti la nostra campagna a favore del libero accesso, presenziando la sede di svolgimento dei test e distribuendo le nostre guide informative che spiegano quali dovrebbero essere le regolari procedure da tenere in aula”.
Il ricorso collettivo. A seguito di questa controversa situazione Udu ha quindi lanciato un appello agli “esclusi” e ai “non vincitori” di concorso. “Abbiamo deciso di lanciare il ricorso collettivo per tutti gli studenti che non sono stati ammessi a “Psicologia”, con il ricorso chiederemo indietro i soldi pagati per il test con cui ripagheremo le spese processuali. Il diritto allo studio e la Giustizia devono essere aperte anche ai giovani cittadini catanesi”
Per info, adesioni e segnalazioni di irregolarità si potrà contattare il coordinamento dell’Udu all’indirizzo di posta elettronica info.uduct@gmail.com.

