PALERMO – Troppi pochi parti a Petralia Sottana, con un punto nascita “snobbato” anche dai residenti. Questa la ragione che ha spinto il ministero della Salute a non concedere la deroga per la struttura madonita. Deroga che invece potrebbe ottenere Licata, che si avvicina molto alla soglia dei 500 parti all’anno. E anche Bronte, malgrado il punto nascite del centro del Catanese, tradizionale roccaforte del partito del ministro della salute Beatrice Lorenzin, si attesti molto al di sotto dei 500 parti. Ma in quest’ultimo caso, secondo la relazione del Comitato Percorso Nascita nazionale del ministero, il punto nascita è inserito in una ristrutturazione complessiva di quella parte di territorio, dove nascerà un nuovo polo ospedaliero Paternò – Bronte – Biancavilla, con Bronte a prendere in carico tutto il comprensorio e dunque con un potenziamento già predisposto dalla Asl.
Secondo la nota del ministero, nel punto nascita di Licata, nel 2014, hanno partorito 422 donne; “dalla disamina della distribuzione per residenza delle partorienti, si evince che non tutte le donne residenti a Licata hanno partorito nel punto nascita della città e che anche tra le partorienti dei Comuni più vicini c’è la tendenza a partorire in altri punti nascita”. Dalla relazione ministeriale emergono alcune criticità nella struttura licatese come i deficit relativi “all’organico che non garantisce la guardia attiva h 24”. Per salvare la struttura, quindi la Regione dovrà attivarsi per una nuova pianta organica entro 90 giorni.
Dovrebbe essere salvata anche la struttura di Bronte, che per la verità è ben lontana dalla soglia dei 500 parti: “Nel PN di Bronte, nel 2014 hanno partorito 267 donne; dalla disamina della distribuzione per residenza delle partorienti, si evince che non tutte le donne residenti a Bronte hanno partorito nel PN della città e che anche tra le partorienti dei Comuni più vicini c’è la tendenza, come si evince dalle sottostanti tabelle, a partorire in altri PN”. Una partoriente su tre tra quelle residenti a Bronte, infatti, ha scelto altre strutture
Ma secondo il ministero “qualora venissero messe in atto efficaci strategie di reclutamento delle potenziali partorienti, residenti nel bacino di utenza di Bronte, il volume di attività del PN di Bronte potrebbe essere superiore alla soglia di 500 parti/anno”. Il documento del ministero prevede che il punto nascita di Bronte vada “inserito nell’organizzazione del previsto Distretto Ospedaliero Paternò –Biancavilla- Bronte, all’interno del Dipartimento Materno Infantile, contemplando un’unica UO di Ostetricia e ginecologia per l’intero Distretto”.
Nel punto nascita di Petralia Sottana, infine, i parti nel 2014 sono stati solo 128. Delle 33 donne residenti a Petralia che hanno partorito nel 2014, 21 hanno partorito nel punto nascita del comune madonita, 12 hanno partorito altrove. Quanto ai paesi limitrofi, se da Castellana, Blufi, Bompietro e Geraci la gran parte delle partorienti ha scelto Petralia, dagli altri centri del comprensorio il flusso verso il punto nascita madonita è stato assai più contenuto: zero su nove da Isnello, 4 su 25 da Caltavuturo, 25 su 54 da Gangi, due su 65 da Castelbuono.
“Il basso volume di attività del PN di Petralia Sottana – si legge nella nota ministeriale -, nel 2014 si attesta sui 128 parti, indica che sono stati effettuati circa 1 parto ogni 3 giorni. Tale indice appare del tutto inappropriato al fine di mantenere le competenza degli operatori sanitari, in particolare per quanto riguarda eventuali situazioni di emergenza che dovessero presentarsi”.

