PALERMO – Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, lancia un aut-aut ai partiti del ‘Campo largo’, sui metodi di scelta del candidato presidente alle prossime regionali. Pochi paletti, ma determinanti: primarie aperte e niente ingerenze ‘romane’. Differentemente potrebbe scendere in campo per la corsa alla presidenza della Regione. Ma c’è anche altro. L’intervista.
Partiamo dalla riunione ‘spirituale’ del ‘Campo largo’. Serve un miracolo perché il centrosinistra governi la Sicilia?
“Ci vorrebbe un miracolo per liberare la Sicilia dai vari Cuffaro, perché Cuffaro non è solo ‘Totò’, ci sono tanti Cuffari”.
Avete scelto a quale santo affidarvi?
“Ci siamo affidati alla consapevolezza che se siamo uniti, pur mantenendo le differenze, possiamo vincere”.
Dicono che lei sia un regista solitario..
“È tempo di giocare di squadra, da solo ho potuto segnare qualche gol ma insieme si vince la partita”.
Andiamo al sodo, il Pd sembra proprio che non voglia le primarie…
“Mi stupisce questa cosa, è uno dei capisaldi del Pd, sono convinto che le primarie siano l’unica strada, primarie aperte a tutti, per individuare i candidati. Chi dovrebbe avere paura delle primarie? Se qualcuno è consapevole delle proprie forze non dovrebbe avere paura del confronto democratico con la gente. Mi spieghino loro quale sarebbe il criterio di scelta del candidato presidente”.
Anche Di Paola, segretario regionale del M5s, ci ha detto “niente primarie” ed è stato categorico più volte
“Io non lo chiamerei Campo Sicilia, ma lo chiamerei ‘Campo realtà’, noi dobbiamo tornare a parlare dei problemi di questa terra. Uno dei motivi per cui il centrosinistra ha perso è perché parlava delle beghe interne, piuttosto che dei problemi reali dei siciliani, questo riporta le lancette al campo della realtà”.
Quindi, come sceglierete il candidato?
“Qualcuno avrà una rivelazione spirituale? Vogliamo fare un sondaggio terzo per capire quale sia il candidato più avanti? ‘Scegliete il metodo’, dico agli alleati”
E se alla fine il candidato dipenderà, come già avvenuto, dagli equilibri romani senza primarie?
“Controcorrente non dipende da equilibri romani, non partiamo con un gap, ma con un punto di forza: il candidato va scelto in Sicilia e non a Roma. Invito qualsiasi persona a farsi un giro in qualsiasi città e chiedere alle persone quale possa essere il candidato del fronte progressista”
Chiudiamo il giro largo sul ‘Campo‘: è un aut-aut sulle primarie?
“Assolutamente sì, se non si fanno le primarie e se dovessero esserci ingerenze romane scenderei in campo autonomamente come candidato presidente della Regione”.
Le converrebbe andare solo?
“Sì, per massimizzare i voti di Controcorrente, ma sono pronto a mettere da parte i protagonismi e lavorare di squadra per provare a vincere. Controcorrente fa un atto di sacrificio enorme, andando da solo ottimizzerei i voti, faccio questo sacrificio a condizione che il candidato si scelga con regole valide, altrimenti andrò da solo”.
Cosa ne pensa delle inchieste che riguardano esponenti del centrodestra?
“Spettacolo indecoroso, la politica non riesce ad arrivare prima della magistratura, il sistema Cuffaro è in piedi, tutti i sottogoverni sono in piedi, per esempio Pantò che chiedeva di poter fare aumentare le ore di lavoro a una tizia alla Dussmann, come è possibile che rimanga ancora al suo posto di lavoro?”.
E dell’inchiesta che riguarda Piraino?
“Io sono orgoglioso di Giuseppe Piraino che grazie alle sue denunce ha assicurato alla giustizia boss di primissimo livello di Borgo Vecchio, se adesso su di lui ci sono ombre relativamente alla sua attività di imprenditore è giusto che chiarisca quanto prima, perché il nostro movimento non fa sconti a nessuno, persino ai nostri iscritti. A differenza degli altri partiti che tendono ad arroccarsi in difesa o si scagliano contro i magistrati. Siamo l’unico movimento che solo in fase di tesseramento, non per aver ruoli ma solo per tesserarsi chiediamo se hanno avuto precedenti estendo la domanda persino ai parenti. Chi oggi ci accusa di non so che cosa lo fa perché non ha alcun appiglio su cui attaccarci”
Quali saranno le prossime mosse
“Bloccheremo i lavori fino a quando non sarà calendarizzata la mozione di sfiducia. Lo statuto ci dà solo questa possibilità e le dimissioni di massa non funzionano, perché dimettendomi toglierei un pensiero a Schifani e ne salirebbe un altro, di che stiamo parlando?
I tempi quali sono?
“Non si può aspettare maggio, bisogna partire subito con le primarie”.

