SIRACUSA – Le elezioni regionali suppletive in 9 sezioni dei comuni di Rosolini e Pachino sono state condizionate, fino ad ora, dal maltempo. L’affluenza alle 19 degli elettori nelle nove sezioni in provincia di Siracusa, dove si vota fino alle 22, vede Rosolini al 35% dell’elettorato, con un aumento del 2% rispetto a due anni fa; più basso il dato a Pachino, con l’affluenza al 23%, 7 punti in meno di due anni fa. Al momento dunque non c’è stata la corsa al voto, come pronosticato alla vigilia.. Per domenica sono stati convocati ottomila potenziali elettori, morti compresi, che devono rimediare al pasticcio delle regionali 2012, quando le schede finirono al macero dopo l’allagamento del tribunale di Siracusa. E’ stato impossibile riconteggiarle e il Cga, su ricorso dell’autonomista Pippo Gennuso, mancato deputato regionale per una manciata di voti, ha ordinato il ritorno alle urne.
A rendere incandescente il clima c’è la possibilità per Gennuso e pochi altri di essere eletti modificando gli equilibri dell’Ars.
“Pippo”, l’autonomista di Rosolini, ha radunato i fedelissimi nel fortino adiacente l’ex hotel Mediterraneo: l’obiettivo è conquistare il seggio che, nel 2012, gli è stato strappato per 93 preferenze. In bilico sono Giambattista Coltraro (Megafono) e Pippo Gianni (Centro democratico), impegnati in una battaglia all’ultimo voto che si concluderà soltanto con il responso delle urne.
Tra serre e vigneti, Gennuso ha costruito la sua fortuna politica, riuscendo ad arare ben 14mila preferenze nel 2008, più del 50% dei voti di lista Mpa. E proprio adesso che si era avvicinato a Forza Italia, è stato costretto a condurre una nuova battaglia con il simbolo del movimento di Raffaele Lombardo. “Non ho mai lasciato il Mpa – tiene a sottolineare- il progetto è buono e con Forza Italia c’è solo la condivisione di un progetto di coalizione”.
Scontro democratico – Altro scontro all’ultimo sangue è quello che si sta consumando all’interno del Partito democratico, dove la battaglia tra renziani e cuperliani è finita addirittura in Procura. Bruno Marziano, ex presidente della Provincia, esponente dei cuperliani nel Pd, ha denunciato Rosario Crocetta con l’accusa di voto di scambio chiedendo che si verifichi l’ipotesi che la nomina dell’assessore all’Ambiente, il giovane Piergiorgio Gerratana, sia arrivata in cambio del sostegno a Giovanni Cafeo, primo dei non eletti dopo Marziano nel 2012, con uno scarto di 270 voti. Gerratana è temuto per le preferenze che potrebbe portare in dote a Cafeo, essendo consigliere comunale proprio di Rosolini.
Ad alzare la posta dello scontro c’è il fatto che Cafeo è capo di gabinetto del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, vicino a Matteo Renzi. “Gerratana – spiega Garozzo – non è l’ultimo arrivato, è un ragazzo da sempre impegnato in politica e di certo Cafeo non è favorito dall’incarico di capo di gabinetto a Siracusa, città in cui non si vota, al contrario di Rosolini e Pachino”.
Marziano è sicuro di sé, ma si dice “disgustato da queste elezioni illegittime, rese legittime da una sentenza immotivata del Cga”. “Ma le pare giusto – tuona al telefono – che una persona per bene come me, che era stato eletto regolarmente deve tornare al voto?”.
Il tormento di Vinciullo. Non rischia il posto, ma, come ama sottolineare, “la faccia”. Vincenzo Vinciullo, fedelissimo di Angelino Alfano, è costretto a ricandidarsi con un partito ormai scomparso, il Pdl. La sentenza del Cga gli ha sconvolto l’esistenza, assicura di essere diventato addirittura “berlusconiano per le tematiche legate alla giustizia”. “Ha ragione Silvio sui giudici – spiega – io sono vittima di una decisione surreale e si arriva al paradosso che essendo candidato in un partito che non c’è più non posso nominare rappresentanti di lista, né effettuare spese”. “Queste elezioni per me – conclude – sono importantissime, se prendo pochi voti faccio brutta figura e invece devo dimostrare con i numeri il mio gradimento tra la gente”.
Dove si vota Sono stati annullati i voti di 9 sezioni della provincia di Siracusa. I seggi saranno aperti soltanto il 5 ottobre e sarà possibile votare nelle sezioni 2-11-13-14-15-23 di Pachino e nelle sezioni 3-7-11 di Rosolini. Una volta concluse le votazioni sarà possibile stabilire chi entrerà e chi, invece, uscirà dall’Ars. In ballo, visto lo scontro tra Marziano e Crocetta, ci sono gli equilibri già fragili del governo regionale e la tenuta, inesistente, della maggioranza all’Ars.

