Residenze fantasma per il reddito di cittadinanza: 21 indagati

Residenze fantasma per il reddito di cittadinanza: 21 indagati

L'indagine è stata condotta dalla squadra mobile nissena
CALTANISSETTA
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CALTANISSETTA – Ventuno persone sono indagate nell’ambito di un presunto sistema di residenze fantasma. Sarebbe stato creato per intascare indebitamente il Reddito di cittadinanza che sarebbe emerso da indagini della squadra mobile della Questura di Caltanissetta.

Tra i destinatari del provvedimento di conclusioni delle indagini ci sono anche tre ispettori della polizia municipale. Un dipendente dell’anagrafe comunale e la titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche.

I falsi contratti di affitto

La Procura contesta la redazione di falsi contratti di locazione, dichiarazioni mendaci e accessi abusivi ai sistemi informatici del Comune per “costruire” residenze mai esistite”. Un meccanismo che, secondo l’accusa, avrebbe consentito a diversi richiedenti di superare i controlli e ottenere il sostegno economico.

Gli ispettori municipali avrebbero attestato verifiche mai avvenute, mentre il dipendente comunale è accusato di avere registrato nell’anagrafe persone che in quegli immobili non avevano mai vissuto. L’agenzia privata, invece, avrebbe fornito la documentazione necessaria a rendere credibile l’intera operazione. L’inchiesta ipotizza diversi reati: dalla falsità materiale e ideologica all’uso di documenti falsi, fino al favoreggiamento e all’abuso d’ufficio. 

Il sindaco: “Piena fiducia nella magistratura”

“Ho appreso dell’indagine in corso sui presunti illeciti e ribadisco piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine – ha dichiarato in una nota il sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro – affinché venga fatta completa chiarezza su una vicenda che, se confermata, rappresenterebbe un fatto grave e profondamente lesivo per l’immagine dell’ente e per l’intera comunità”.

Il primo cittadino ha sottolineato “la necessità di attendere gli esiti dell’indagine nel rispetto dei principi di tutela delle persone coinvolte e delle garanzie previste dall’ordinamento. È doveroso – ha affermato Tesauro – non emettere giudizi affrettati e lasciare che la giustizia faccia il suo corso nelle sedi competenti. Allo stesso tempo, ribadisco che l’amministrazione comunale non tollera alcun comportamento che possa compromettere legalità, trasparenza e corretto funzionamento della macchina amministrativa. 

Il sindaco ha ribadito la “piena collaborazione dell’Ente con l’autorità giudiziaria per ogni eventuale accertamento che si rendesse necessario. La tutela dell’onorabilità dell’istituzione comunale e dei tantissimi dipendenti che ogni giorno lavorano con correttezza e senso del dovere – ha concluso Tesauro – resta per noi una priorità assoluta”.

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