Il Tribunale del Riesame di Catania ha annullato la decisione con cui il Gip aveva revocato gli arresti domiciliari al deputato regionale dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Castiglione, imputato per voto di scambio politico-mafioso. La misura, tuttavia, non diventa immediatamente esecutiva perché il provvedimento può essere impugnato davanti alla Corte di Cassazione. I difensori del parlamentare, gli avvocati Salvatore Pace e Carmelo Peluso, hanno già annunciato che presenteranno ricorso.
Giuseppe Castiglione, stop alla revoca dei domiciliari
La decisione del Riesame arriva dopo l’appello presentato dalla Procura di Catania contro l’ordinanza con cui, lo scorso 22 aprile, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari a cui Castiglione era stato posto il 24 febbraio, ritenendo cessate le esigenze cautelari. Nel frattempo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso.
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L’inchiesta e le contestazioni
Il procedimento nasce dall’operazione “Mercurio”, condotta dai carabinieri del Ros e coordinata dalla procuratrice aggiunta Agata Santonocito e dalla sostituta Raffaella Vinciguerra. Secondo l’accusa, Giuseppe Castiglione e un altro imputato, l’ex consigliere comunale di Misterbianco Matteo Marchese, avrebbero stretto un accordo con il clan Santapaola-Ercolano per ottenere sostegno elettorale.
Secondo la Procura, il presunto accordo avrebbe riguardato due diverse competizioni elettorali: le elezioni regionali siciliane del 2022, per quanto concerne Giuseppe Castiglione, e le amministrative del 2021 a Misterbianco per Matteo Marchese.



