Rifiuti, stop da Roma alle deroghe |Comuni sempre più in difficoltà

Rifiuti, stop da Roma alle deroghe |Comuni sempre più in difficoltà

Camion verso la Sicilia orientale. La protesta del sindaco di Mazara del Vallo.

PALERMO – Con l’estate alle porte ecco tornare allarmante la situazione dei rifiuti siciliani. Il ministero dell’Ambiente non ha concesso la proroga dell’ordinanza che avrebbe permesso alla Regione di utilizzare le discariche siciliane al massimo regime, derogando alle norme sul pre-trattamento dei rifiuti. Finiscono le deroghe per le discariche, questo comporterà chiusure e trasformazioni per alcuni impianti. Ma intanto, c’è un effetto a breve termine: diversi Comuni non potranno conferire nella discarica più vicina ma dovranno portare i rifiuti più lontano con un aggravio di costi. I camion carichi di monnezza riprenderanno a girare in lungo e in largo per la Sicilia.

La situazione, insomma, non è delle più rosee. A dare notizia dello stop del governo centrale è oggi il Giornale di Sicilia. Da subito 66 Comuni delle province di Agrigento, Trapani e Caltanissetta dovranno trovare una nuova destinazione per via della chiusura dell discarica di Siculiana. La differenza rispetto alla deroga emergenziale sta nel fatto che i rifiuti dovranno “riposare” negli impianti di trattamento prima di finire in discarica per un tempo più lungo (la deroga consentiva di farli stare solo due settimane). La Regione ha imposto alle discariche di lavorare h24 per ricevere tutta l’immondizia che è rimasta per le strade. L’assessore Alberto Pierobon, scrive il quotidiano palermitano, avrebbe contestato al dirigente generale Salvo Cocina i tempi troppo lunghi per inviare il carteggio a Roma.

E così i grillini accusano la Regione di essersi addormentata. “Una nuova e più grande emergenza rifiuti è alle porte. La mancata richiesta per tempo al governo nazionale della proroga dell’ordinanza ministeriale che ha consentito a 66 Comuni fino al 31 maggio di conferire presso la discarica Catanzaro di Agrigento rischia di mettere in ginocchio  questi Enti locali”. Così sintetizza il deputato M5S all’Ars Giampiero Trizzino, componente della commissione Ambiente di sala d’Ercole. “Sappiamo – afferma il deputato – che solo da poco la Regione avrebbe richiesto una proroga, quando invece avrebbe dovuto muoversi con anticipo. Questo ennesimo episodio di immobilismo rischia di compromettere il servizio di raccolta di 66 Comuni delle province di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, per una massa di rifiuti pari a circa 500 tonnellate al giorno”.

A pagare il conto del caos, sottolinea lo stesso Trizzino, sono i Comuni. Che si fanno sentire. “È possibile che non si sia ancora deciso in quale parte delle discariche noi dobbiamo portare i rifiuti? È incredibile. La nostra Mazara del Vallo ma come tante altre città della Sicilia è carica di immondizia e non sappiamo dove portarla perché il presidente della Regione, Nello Musumeci non ha ancora firmato il decreto che ci permette di scaricarla. È una situazione paradossale”. Lo afferma il sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi nel terzo giorno di blocco della raccolta dei rifiuti a causa della mancata firma del decreto regionale di autorizzazione al conferimento dei rifiuti in discarica. “Fino a qualche giorno fa – osserva Cristaldi – i turisti mi fermavano per strada per congratularsi della bellezza e della pulizia della Città. Oggi mi fermano per complimentarsi per la bellezza ma esprimono rammarico per la presenza di rifiuti in strada”. “Ma davvero – conclude il sindaco – la Regione non comprende il danno incredibile anche di immagine che si sta facendo alle nostre città?”. A Trapani, infatti, la discarica Borranea è chiusa perché satura. Ora lo stop anche per quella di Siculiana della famiglia Catanzaro. E così in diversi Comuni della Sicilia occidentale la situazione comincia a farsi complicata. A Canicattì, ad esempio, sono stati incendiati dei cassonetti. Mezza Sicilia scarica a Lentini, dove c’è ancora spazio. Anche nel Ragusano ci sono difficoltà, come denuncia la deputata 5 Stelle Stefania Campo, componente della commissione Ambiente dell’Ars, per problemi alla discarica di Cava Modicana.


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